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Frangula - Rhamnus frangula

Habitat: boschi e zone umide submontane e montane.

La frangula è un alberello che cresce frequente nelle brughiere, nei boschi, lungo i corsi d’acqua; misura in media dai 2 ai 4 metri ed ha un portamento che ricorda quello del nocciolo.
Le virtù curative si trovano tutte concentrate nella corteccia della frangula, che, però, va essiccata scrupolosamente perché, altrimenti, potrebbe causare capogiri e vomiti violenti. Il principio attivo più importante è dato dalla "frangulina", sostanza sovrana nella cura della stitichezza cronica. A differenza di numerosi altri lassativi naturali o artificiali, la corteccia di frangula ha il dono di ridare il tono alle fibre muscolari dell’intestino che viene così ad agire nel modo più naturale. la frangula, inoltre, non è irritante, né crea assuefazione, quindi anche l’uso più prolungato non provoca disturbo alcuno.
Ci troviamo, così, do fronte ad un medicamento indicatissimo nella pulizia intestinale, senza che questa causi i noti dolori di ventre. La frangula è perciò indicata per le donne in attesa di diventar mamme, per le donne nei loro giorni difficili, per chi soffre della dolorosa quanto pericolosa inerzia intestinale, infine per i cardiaci, per i nefritici, per i diabetici e per tutti coloro che hanno il fegato congestionato.
Il decotto si prepara con un cucchiaio di corteccia (5 grammi) che si fa bollire qualche minuto in un bicchiere e mezzo di acqua. Quando il decotto avrà assunto un bel colore caffè si filtra e si beve tiepido con eventuale aggiunta di zucchero prima di coricarsi. Il decotto potrà essere sempre sostituito dalla polvere nella misura di un grammo (una punta di cucchiaio) e messa in un cachet. Di questi cachet se ne possono prendere uno dopo ogni pasto, salvo aumentare gradatamente la dose se gli effetti stentano a manifestarsi.Ma c’è di più. Non può mancare, infatti, uno squisito vino di frangula in grado di ristorare lo stomaco, di risvegliare la milza e la bile, di rendere più elastico il fegato e più attivo l’intestino. Si prepara mettendo a macerare per dieci giorni in un litro di generoso vino bianco o di marsala 200 grammi di corteccia di frangula, 20 grammi di corteccia di arancio amaro, 5 grami di cannella, 5 grammi di anici stellati e 5 di finocchio. Si filtra, terminato il macero, e si beve a bicchierini dopo i pasti o prima di coricarsi regolando sempre la quantità a seconda della rispondenza dell’organismo.

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