Habitat:
pascoli delle zone montane.
Pianta elegante alta circa un metro, dal fusto verde ed eretto,
con fiori gialli, raccolti a mazzetti nelle ascelle delle
quali si nota, a differenza di quelle inferiori, l'assoluta
mancanza di picciolo. La radice della genziana è grossa,
cilindrica, carnosa, coperta di squame, spugnosa e giallastra
all'interno, di odore aromatico e di spore dapprima dolciastro,
quindi amarissimo.
I pregi della genziana, di natura tipicamente tonica, sono
racchiusi tutti nella radice che va raccolta nel tardo autunno
o al primo germogliare della pianta, pulita accuratamente
a secco, tagliata a pezzi ed essiccata al sole. Grazie a questa
radice si potranno curare inappetenze e cattive digestioni,
fugare febbri e vermi, apportare sensibili benefici in tutte
quelle malattie con manifestazioni di natura nervosa.
Un ottimo aperitivo e digestivo è costituito dal vino
di genziana, molto facile a prepararsi: si fanno macerare
in un buon bicchiere di alcool puro, al quale sia stato aggiunto
mezzo litro di acqua, circa trenta grammi di radice di genziana.
Dopo 24 ore vi si aggiunge un litro di generoso vino bianco,
lasciando macerare per 10 giorni ed agitando almeno una volta
al giorno. Terminato il macero, si filtri il vino così
ottenuto prendendone un bicchierino prima dei pasti come aperitivo
o dopo i pasti come digestivo. Non può mancare per
la genziana anche un elisir di lunga vita: si mettano a macero,
in un bicchiere di alcool puro ed in uno di acqua, 25 grammi
di radice di genziana, 15 grammi di corteccia di arancio amaro,
5 grammi di corteccia di china.
Dopo cinque giorni si aggiunga al tutto mezzo litro di marsala
e, sul decimo giorno, si filtri e si beva un bicchierino prima
dei pasti. Oltre ai suoi numerosi pregi, questo elisir è
pure indicatissimo negli stati febbrili.
Dalla genziana, infine, possiamo estrarre un ottimo vermifugo.
In un litro e mezzo di grappa si mettono a macerare 30 grammi
di radice di genziana, 15 grammi di fiori d'assenzio, 15 grammi
di rabarbaro e 15 di centaurea. Dopo dieci giorni si filtra
e vi si aggiunge dello sciroppo ottenuto sciogliendo tre etti
di zucchero in tre etti di acqua. Un bicchiere a digiuno per
gli adulti, un cucchiaino per i bambini saranno sufficienti
a mettere in fuga i numerosi vermi che spesso albergano in
noi. |