Habitat:
dal piano alle zone montane.
Ha effetti astringenti ed energicamente cicatrizzanti. Per
questo la si usa nel trattamento delle ulcere varicose, delle
pustole lacerate, delle ulcere scrofolose, delle piaghe purulente
ed in talune malattie della pelle o nelle fastidiose e perduranti
emorragie nasali. È sufficiente a questo scopo pulire
bene le foglie, triturarle più o meno finemente a seconda
dell'utilizzazione ed applicarle alla parte malata.
Per uso interno la piantaggine ha una decisa azione astringente
ed antiemorragica. Il decotto, preparato con mezzo etto di
foglie bollite in mezzo litro di acqua e preso in ragione
di due bicchieri al giorno, serve egregiamente in caso di
dissenteria, di enteriti diarroiche, di nefriti croniche,
di metroraggie e di spostamenti dell'utero. è insuperabile
per purificare il sangue, i polmoni e lo stomaco, per sedare
la tosse, per tonificare i fanciulli gracili, essendo la piantaggine
più attiva dello stesso olio di fegato di merluzzo.
Un bicchierino al giorno di spremuta di foglie fresche di
piantaggine servirà allo scopo. Per l'inverno la spremuta
sarà sostituita dallo sciroppo ottenuto bollendo per
tre ore tre o quattro abbondanti manciate di foglie di piantaggine,
fresche o secche che siano, ed un pugno di bacche di ginepro
in tre litri di acqua. Si filtra il liquido e lo si utilizza
in ragione di due bicchierini al giorno. In caso di laringiti,
tracheiti, abbassamento di voce, raucedine servono frequenti
gargarismi con decotto di piantaggine. Lo stesso decotto servirà
ancora nelle febbri intermittenti, malariche o maltesi, negli
stati infiammatori dell'apparato digerente ed urogenitale.
Per le frequenti infiammazioni agli occhi basterà bollire
in un litro d'acqua una manciata di piantaggine ed una di
petali di rose: frequenti lavande e impacchi calmeranno le
più fastidiose infiammazioni. |