Habitat:
boschi delle zone montane.
Tutti conoscono il profumo di una pineta, quel senso di sollievo
e di liberazione che si prova respirando quell'aria balsamica.
Questo si deve alle resine che, sotto forma di minutissime
goccioline invisibili, vengono sparse tutt'intorno dalle piante
maestose che ornano le nostre montagne.
Molteplici sono i benefici delle varie parti delle piante
resinose sul nostro organismo e sul nostro apparato respiratorio
in particolare.
Un decotto preparato con venti grammi di foglie di pino silvestre
ed un litro d'acqua, e bevuto nel corso della giornata, è
una cura efficace contro le tossi stizzose e catarrali che
può venire completata lasciando aperto nei pressi del
proprio letto un vaso nel quale sia stata raccolta la resina
del pino silvestre.
Per i reumatici e i gottosi ottimo il decotto preparato con
trenta grammi di gemme per litro d'acqua e bevuto a tazzine
nella misura di mezzo litro al giorno.
Contro le infiammazioni e il catarro alla vescica si prendano
trenta grammi di gemme di pino e si versi sulle stesse un
litro di acqua bollente, lasciando in infusione per circa
mezz'ora. Si coli e si beva un bicchiere abbondante al giorno
di questo benefico infuso.
Per tutti coloro che soffrono di infiammazioni alla gola,
od hanno gli organi vocali in cattivo stato, o sottoposti
ad una particolare usura come nel caso di cantanti, oratori,
predicatori, professori e così via, una cura indicata,
anzi indispensabile, è quella delle così dette
"ciorciole", le pigne o frutto del pino. Si prendano
tre pigne frantumate e si bolliscano in mezzo litro di acqua.
Con questo decotto - una volta che si sia raffreddato - si
fanno quattro gargarismi al giorno. I risultati saranno sorprendenti,
purché si abbia l'accortezza di usare pigne fresche
che si conservano, per l'inverno, in un vaso d'acqua, perché
quelle secche non hanno alcuna azione medicamentosa.
Quanto accennato sui princìpi attivi delle varie parti
del pino silvestre, vale, in egual misura, anche per le parti
delle altre essenze forestali, dal pino nero al pino marittimo,
dal pino mugo all'abete.
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