| Abbiamo
già esaminato l'aspetto storico della tradizione
alimentare mediterranea. I protagonisti
di questa tradizione ci sono ben noti, anche se forse
per un certo periodo ce ne siamo "vergognati"
(con quella passione verso tutto ciò che è
straniero che ci distingue...) e ne abbiamo di conseguenza
a lungo ignorato o sottovalutato i vantaggi sul piano
del gusto, dei sapori, della salute e del risparmio:
parliamo dell'olio d'oliva, della pasta, del pane, del
vino, dei legumi, della frutta (agrumi in particolare)
e di tutta la vasta gamma degli ortaggi, fra i quali
oggi primeggia il pomodoro.
Alimentazione mediterranea vuol dunque
forse dire alimentazione vegetariana? Non è così
. Questi prodotti, ben combinati fra loro come sa fare
la cucina mediterranea, con l'aggiunta di giuste quantità
di prodotti animali (carne, con particolare riguardo
a quella non bovina, latte, uova, pesce, formaggi) assicurano
una alimentazione valida, equilibrata, adatta a qualsiasi
età ed anche in grado (lo vedremo) di ridurre
considerevolmente il rischio che insorgano certe malattie
che sono tipiche della nostra epoca.
Qualcuno potrà notare che quelli
elencati sono gli alimenti tipicamente usati in anni
più poveri, ad esempio negli anni '50, quelli
dell'immediato dopo-guerra: questo significa forse che
proporre un modello alimentare mediterraneo significa
riproporre un ritorno ad una dieta "povera"?
Non è certamente così, anzi questa possibile
confusione va decisamente evitata. Non di dieta "povera"
si parla, infatti, ma unicamente di un modo di alimentarsi
fondato sul rispetto di un certo comportamento alimentare
basato sul nucleo originario e caratteristico di una
tradizione (mediterranea, appunto) che, questo sì
, utilizza anche alcuni benemeriti alimenti che una
certa mentalità sbagliata ha per anni considerato
più umili e poveri. Una tradizione che come risultato
ha prodotto quelle certe abitudini che noi ben conosciamo
e che oggi sono segnalate come le più adatte
a provocare un comportamento alimentare che presenta
svariati vantaggi, fra i quali quello di proteggere
la salute, nel senso di rendere più difficile
la comparsa di quelle malattie che la alimentazione
"moderna" (ricca e squilibrata) al contrario
facilita e aggrava. |