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| Quella
dell'aceto è una storia antichissima. |
| E' dimostrato anche nella Bibbia, che
furono trovate tracce di aceto in un vaso egiziano vecchio dí
10.000 anni e nell'antica Cina un boccale di vino simboleggiava
la vita. All'inizio l'aceto era solo del vino che al contatto
con l'aria era diventato acidulo, ma ben presto intervenne l'uomo
che ne aiuto' il processo naturale, ottenendo un prodotto
che trovo' molteplici usi nella vita di tutti i giorni,
che andavano dalla preparazione di cibi, alla loro conservazione,
fino alla cura di alcune malattie. A Roma era molto apprezzato,
tanto che non mancava mai vicino ad ogni "commensalis",
una ciotolina piena di aceto dove ognuno intingeva dei pezzetti
di pane per cambiare gusto da una pietanza all'altra.
Le ricette erano quasi tutte a base
di aceto e lo si utilizzava, inoltre, per condire insalate
miste di carne e verdure, servite di solito come intervallo
tra una serie di portate e l'altra, di cui erano forniti quei
banchetti. Le suddette insalate venivano condite con diversi
tipi di salse, dalle più semplici alle più complicate.
Nel secolo XIX° si ebbero quasi gli stessi usi: veniva
usato nell'alimentazione, nella cura di alcune malattie, per
detergere oggetti contaminati e purificare l'aria, soprattutto
nei periodi di pestilenza, sempre regolari.
In questo periodo è fra i rimedi preferiti dalle signore
per rinvenire se oppresse dal busto troppo stretto o per fare
passare l'emicrania, mentre le donne di casa lo utilizzavano
lasciando una bottiglia aperta vicino al capezzale di un malato,
per evitare che venisse contagiato da qualcuno che lo andava
a trovare.
Anche l'uso di portarlo fuori della cucina per il forte odore,
come solevano fare le nostre nonne, è ormai superato.
Anche i legionari facevano un gran uso dell'aceto, specialmente
nel condire il "moterum", pietanza tipica prima
di una battaglia, composta di aglio, cipolla, ruta, formaggio
di capra e coriandolo. E quando nel campo finiva il vino subito
esso veniva rimpiazzato con l'aceto.
Era usato, nelle campagne militari, anche come dissetante
diluito con acqua, per la pulizia del corpo e per le ferite.
Per gli antichi era quindi un elemento molto importante ed
apprezzato.
Alcune civiltà lo chiamavano "dolcezza",
alcuni lo consigliavano per i malanni più disparati,
come anti-infiammatorio nelle ferite, nelle piaghe e nei problemi
dell'apparato respiratorio.
Fu pero' nel medioevo che l'arte nel preparare l'aceto
comincio' ad avere il suo peso, e nelle prime associazioni
c'era il massimo riserbo sulla sua lavorazione.
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Il
sistema di invecchiamento Solera è il metodo tradizionale
di invecchiamento a Jerez e rassomiglia ad una piramide formata
da barilotti di aceto di vino di sherry di differente invecchiamento.
Il più nuovo fra gli aceti di sherry gocciola giù
negli aceti più vecchi e questi negli aceti ancora più
antichi, e così via... Normalmente un terzo del più
vecchio aceto viene estratto dal sistema dai barilotti inferiori
e quindi imbottigliato: i barili vengono poi riempiti di un
terzo del successivo più invecchiato, il quale a sua
volta sarà rabboccato dal terzo più vecchio, e
così di seguito…Cio' puo' continuare
per sempre, a seconda di età e dimensioni del Solera. |
Onomichi,
Giappone: vicolo con botti di aceto. Aceto di riso, naturalmente,
che è uno dei prodotti speciali di Onomichi fin dai tempi
antichi. Caricato sulla nave per Kitamae, veniva trasportato
al distretto di Hokuriku-Shinetsu fino ad Esashi in Hokkaido,
ed a Kamigata, oggi Osaka. Questa siepe sta a testimoniare come
a un certo punto si fosse ritenuto non più necessario
usare bottiglie di aceto. |
Gli
assaggiatori di aceto. In questo antico quadro si vedono tre
uomini attorno a un tino di aceto. Ognuno di loro ha immerso
il dito dentro il tino ed assaggiato un poco di aceto. Le reazioni
individuali sono mostrate dalle espressioni sul viso di ognuno
dei tre uomini. Il dipinto va inteso allegoricamente: ognuno
dei tre uomini rappresenta uno dei Tre Insegnamenti della Cina.
Il liquido acetico rappresenta Essenza della Vita. I tre uomini
raffigurati sono Confucio, Buddha e Lao-Tse (autore del più
vecchio libro del Taoismo) |
Antico
simbolo alchemico di acetum, ovvero aceto. |
Antico
simbolo raffigurante acido acetico o aceto di vino. |
Segno
spesso trovato su vasi greci attorno al 700 a.c. Viene usato
in certi tipi di cartografia come segno indicante il fondo della
pietra sul bordo del fiume. Ne codici alchemici del diciassettesimo
secolo questo, e le sue variantim rappresentavano il distillato
di vino, o aceto. Nella ideografia occidentale i quattro punti
sono spesso simboli di acqua. In questo caso rappresentano segni
che identificano le gocce di liquido condensato |
Un
segno usato nella chimica del diciassettesimo secolo a rappresentare
il crogiolo, ovvero una pentola in cui venivano fatti fondere
i metalli. Questo segno egualmente è conosciuto col nome
di croce a gruccia, croce di Gerusalemme, o croce della Santa
Croce. La croce a gruccia a volte è interpretata come
unione di quattro croci a Tau. Questo ideogramma è stato
usato, per esempio, dal partito antinazista di Dollfuss in Austria
durante gli anni Trenta. Molto comune anche in Portogallo, almeno
fino alla rivoluzione contro il vecchio regime fascista negli
anni Settanta. Questo simbolo fascista venne inoltre preso in
prestito dai sanguinari ultrasocialisti cambogiani noti come
Khmer Rossi, che lo usarono sulle loro bandiere durante la rivoluzione
comunista in Cambogia fino alla caduta della capitale, Phnom
Penh, nel 1975. |
Ideogramma
cinese significante aceto. |
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