Coscio del suino (maiale), conservato attraverso salagione,
spesso anche cottura, a volte affumicatura. In funzione
del procedimento usato, il prosciutto puo' essere:
crudo, cotto o affumicato.
Il prosciutto crudo è ricavato dai suini pesanti,
di peso compreso tra 120 e 170 kg circa. E' commercializzato
con le seguenti denominazioni: prosciutto nostrano,
di montagna, tipo Parma, Parma e S. Daniele.
La digeribilità è discreta dopo una stagionatura
di almeno otto mesi ed è eccellente quando la
stagionatura supera l'anno, fino all'anno e mezzo. Dopo
diciotto mesi di stagionatura, la digeribilità
diviene mediocre, per effetto dell'eccessivo essicamento
subito dalle fibre muscolari. Risultano più digeribili
ed a minore tenore lipidico i prosciutti Parma e S.
Daniele, perchè durante i processi di lavorazione
i cosci vengono privati di buona parte del grasso che
li ricopre.
Il prosciutto cotto è ottenuto da maiali di peso
inferiore a 100 kg. Dopo la salagione, a secco o in
salamoia, viene disossato, immerso in aqua ad una temperatura
di 90° C, oppure sottoposto all'azione del vapore
e quindi lucidato con olio di oliva, paraffina, gelatina;
allo scopo di proteggerlo da possibili inquinamenti.
Il valore calorico per 100 g di parte edibile, è
di:
Per il prosciutto cotto 415 calorie (21,20 proteine
- 36,40 grassi).
Per il prosciutto crudo sgrassato 153 calorie (28 proteine
- 4,60 grassi).
Per il prosciutto crudo "non sgrassato" 471
calorie (19,60 proteine - 43,70 grassi).
Una notevole differenza in termini di percentuale di
grasso e percentuale di proteine. La presenza di glicidi
è irrilevante, sotto 1%.
Il prosciutto affumicato è conservato mediante
esposizione ad una corrente di fumo di legna, o di piante
aromatiche e quindi i principi nutritivi rimangono pressochè
inalterati. Tra tutti i prodotti confezionati con carne
suina è quello più digeribile. Il solo
magro è indicato anche nell'alimentazione dei
bambini della primissima infanzia che abbiano superato
i dodici mesi di età; è altresì
indicato per gli individui affetti da gastropatie. E'
controindicato, a causa della salatura, a nefritici,
ipertesi, ascitici e cardiopatici scompensati. |