| L'arrosto è indubbiamente
la più antica forma di cottura della carne inventata
dall'uomo.
Per la buona riuscita dell'arrosto è fondamentale proporzionare
adeguatamente il calore alla natura e alla grandezza del pezzo
di carne.
Tra la cottura allo spiedo e quella al forno, la prima è
senz'altro preferibile.
Si procede esponendo la carne ad un calore fortissimo. In
questo modo si forma velocemente uno strato superficiale rosolato
che trattiene all'interno i succhi della carne stessa. Il
grado di calore deve diminuire per poi essere mantenuto costante
sino a che la carne, cosparsa con frequenza di grasso affinché
non si secchi o la superficie non si carbonizzi, arriva la
punto giusto di cottura.
Non si deve mai pungere la carne durante la cottura, ma solo
verso la fine. Si deve considerare il pezzo cotto quando pungendolo
emette qualche goccia di sangue pallido. A questo proposito
è meglio non utilizzare la forchetta per girare i pezzi,
ma pezzi non appuntiti.
Un pezzo arrostito al forno non si deve mai trovare a contatto
con il fondo della teglia dove si trova il grasso e il succo
che esce durante la cottura. L'ideale infatti è mettere
il pezzo di carne su una gratella all'interno della teglia.
Il sugo dell'arrosto si ottiene "deglassando" (sciogliendo
cioè le sostanze della carne attaccate al fondo del
recipiente di cottura) mediante l'impiego di acqua o brodo
leggero e facendolo ridurre leggermente a fuoco moderato.
questo sugo non deve mai essere completamente sgrassato ed
è sufficiente in piccole quantità: un cucchiaio
da dessert per ogni porzione.
Sono tagli adatti per essere arrostiti: la fesa tagliata in
grossi pezzi, la noce, il girello, il muscolo posteriore,
il fesone di spalla, il girello di spalla. Quest'ultimo è
ottimo cucinato al forno con le patatine. |