La conservazione degli
alimenti viene utilizzata per mantenere inalterate le caratteristiche
di alcune sostanze alimentari che sono soggette ad alterazioni
fisiche, chimiche e biologiche.
Queste alterazioni rendono
gli alimenti dannosi al nostro organismo ed è per questo che
si adottano alcuni metodi per conservarle al meglio.
Possiamo accorgerci che un
alimento è alterato quando sono avvenute in esso delle mutazioni:
infatti può cambiare il colore, il sapore e l’odore, ma anche
la diminuzione del valore nutritivo cioè risulta inquinato
da germi patogeni.
I materiali più comuni per
l’imballaggio sono il legno, la carta e il cartone, il tessuto,
il vetro, la pelle, il metallo e la materia plastica.
Leggere sempre l’etichetta
è la prima cosa da fare quando si acquista un prodotto.
Innanzi tutto deve essere ben chiaro cosa c’è nella confezione,
informazione che si desume dalla denominazione commerciale.
Ancora a proposito di ingredienti,
è bene precisare che anche gli additivi sono considerati
tali e, vista la loro minima quantità, sono quasi sempre
segnalati per ultimi.
Altri elementi che vanno
sempre riportati in etichetta sono il peso, il luogo, e
la ditta di produzione e, quando occorrono, anche le modalità
di conservazione e preparazione.
La più importante accortezza
ai fini della salubrità di un alimento è l'attento controllo
della data di scadenza o durabilità.
L'indicazione del termine
di conservazione non è richiesta per prodotti particolari
che si consumano nel giro di 24 ore.
I prodotti destinati all'importazione
e all'esportazione nell'ambito della Comunità Europea recano
in etichetta il marchio e.
Il
raffreddamento
Il raffreddamento
viene utilizzato in quanto rallenta lo sviluppo e la proliferazione
degli agenti biologici che possono attaccare la merce.
Le tecniche sfruttate sono
diverse:
Prerefrigerazione:
utilizzata sui prodotti ortofrutticoli per minimizzare i
processi di maturazione per avere un tempo più lungo di
commercializzazione.
Refrigerazione:
gli alimenti, solitamente, sono mantenuti alla temperatura
vicino allo 0°C (tra 0°C e 4°C) così che l'acqua in esso
contenuta non congela. Questo metodo consente una conservazione
del cibo per tempi variabili e per la frutta e verdura può
giungere fino a qualche settimana.
Congelazione:
utilizzata per abbassare la temperatura degli alimenti lentamente
a temperature al di sotto del punto di congelamento, circa
-20°c. infatti alle base temperature ogni attività microbica
ed enzimatica viene bloccata. Questa tecnica comunque è
sempre meno adoperata poiché provoca la formazione di grossi
cristalli di ghiaccio nell'acqua contenuta negli alimenti,
con conseguente rottura delle pareti cellulari e la perdita
dei principi nutritivi, ad esso si preferisce il surgelamento.
Surgelazione:
si applica a temperature molto basse (-50°C), questo metodo
trasforma l’acqua presente nei cibi in cristalli piccolissimi
di ghiaccio, permettendo così di mantenere inalterata la
struttura originale del prodotto.
Il
riscaldamento
Il riscaldamento
impedisce i processi putrefattivi provocati dallo sviluppo
della flora batterica che avviene a temperatura ambiente.
Con il calore possiamo evitare questi processi mediante
un'azione batteriostatica (pastorizzazione), o battericida
(sterilizzazione).
Pastorizzazione:
è un processo di conservazione che permette di trattare
i cibi a temperature inferiori a 100°C per periodi di tempo
più o meno brevi che vanno da 30 secondi alle temperature
di 60-80°C per la bassa pastorizzazione e solo per
pochi secondi ma a temperature elevate per l’alta pastorizzazione.
Questa tecnica viene utilizzata soprattutto perché distrugge
i microrganismi, ma lascia inalterate le spore, altera solo
parzialmente i principi nutritivi e non consente una lunga
conservazione del prodotto. Tra le sostanze alimentari che
subiscono il processo di pastorizzazione cui sono il latte,
la birra, il vino e i succhi di frutta.
Sterilizzazione:
consiste nel riscaldare la merce a temperature superiori
ai 100°C per pochi secondi e poi subito riportata a temperatura
ambiente, determinando la scomparsa di ogni microrganismo
e consentendo così una lunga durata del prodotto. Il processo
viene effettuato o direttamente sul prodotto o in contenitori
ermeticamente chiusi.
Essiccamento:
consiste in un processo di riscaldamento unito alla disidratazione.
Normalmente avviene ai raggi solari perché l'azione disinfettante
del sole favorisce l'eliminazione dell'acqua che è la causa
dello sviluppo dei batteri e delle muffe. Le industrie usano
essiccatori muniti di ventilatori che immettono aria calda(utilizzati
per verdure e frutta). Per alimenti come il latte e le uova
si usa la tecnica sotto vuoto per evitare al prodotto di
essere sottoposto ad elevate temperature.
Affumicatura:
consiste nell'utilizzare il fumo che blocca lo sviluppo
di microrganismi attraverso le sostanze antisettiche in
esso contenute e l'azione disinfettante di composti aromatici.
Con questo metodo si conservano più a lungo sostanze come
salsicce, wurstel e aringhe.
Altri
metodi di conservazione
Salagione: consiste
nell’utilizzo del potere antisettico e disidratante che
possiede il cloruro di sodio, in concentrazioni superiore
al 10%. Il sale da cucina è usato nella pratica della salagione
sia in cristalli (salagione a secco), sia in soluzioni concentrate
(salagioni in salamoia). La salagione modifica profondamente
i caratteri organolettici, svolge un’azione più batteriostatica
per cui è opportuno poi conservare gli alimenti salati in
ambienti freddi ed asciutti.
Sotto vuoto: si
basa sull’utilizzo si confezioni chiuse ermeticamente, dove
all’interno l’aria viene sottratta e sostituita con anidride
carbonica o azoto. Si può considerare conservazione
sotto vuoto la conservazione sotto olio, sotto aceto o sotto
spirito (alcool etilico), infatti molti liquidi come per
esempio il vino, vengono protetti con uno strato di olio.
Si conservano sotto olio o sotto aceto gli ortaggi e i legumi,
sotto spirito la frutta.
Con radiazioni:
è un metodo di conservazione mediante raggi ultra violetti
ottenuti da lampade di quarzo o da radiazioni ionizzanti,
quali i raggi x, beta e gamma. I trattamenti possono essere
utilizzati per conseguire una conservazione temporanea simile
alla pastorizzazione o una completa sterilizzazione. Finora
ha interessato solo alcuni prodotti (patate, funghi, cereali,
frutta secca e carni fresche e cucinate) con finalità diverse
(conservazione, inibizione dei germogli e disinfestazione
dagli insetti).
Ultrafiltrazione:
è un processo impiegato per la conservazione di succhi
di frutta e del siero del latte per la preparazione di formaggi
e yoghurt. Per realizzarla bisogna passare sotto vuoto o
sotto pressione il succo o il siero attraverso filtri
Seitz, membrane sterilizzate con pori estremamente piccoli
che trattengono i microrganismi responsabili delle alterazioni.
Con l'aceto:
viene usato per conservare i vegetali e i pesci. Questa
conservazione è basata sul principio che l'acido acetico,
contenuto nell'aceto, è un ottimo disinfettante in grado
di distruggere le cariche microbiche esistenti sugli alimenti.
Con olio:
protegge gli alimenti dall'azione ossidante dell'aria. Si
conservano sott'olio soprattutto ortaggi.
Con alcol etilico:
ha un'azione disidratante e sterilizzante in grado di sfavorire
la moltiplicazione batterica.
Con zucchero:
impedisce lo sviluppo di microrganismi in quanto lega le
molecole di acqua. La frutta può essere conservata con lo
zucchero ad una concentrazione del 60%.
Con metodi biologici:
viene usata per la produzione di sostanze in grado di impedire
l'insorgere di azioni decomponenti.
Con antibiotici:
viene impiegata per abbassare la carica iniziale dei germi
e non consentire il loro sviluppo. In Italia questo metodo
di conservazione non è ammesso.
Con
additivi artificiali: alcune sostanze artificiali,
aggiunte in piccole quantità, sono capaci di conservare
gli alimenti. L'azione di queste sostanze è tossica per
l'uomo, pertanto il loro dosaggio deve essere rigorosamente
basso e controllato. Gli additivi artificiali si distinguono
in:
antiossidanti
(proteggono gli alimenti delle alterazioni provocate
dagli agenti ossidanti, dall'aria e dalla luce);
gelificanti e
addensanti (conferiscono agli alimenti consistenza,
densità e viscosità);
aromatizzanti
(imprimono determinati aromi agli alimenti, o ripristinano
gli aromi perduti durante il processo di lavorazione);
tensioattivi (rendono
più stabili le dispersioni di fasi liquide non miscibili
fra loro e di fasi solide in fasi liquide);
trattamento di
superficie (il prodotto e rivestito di strati impermeabilizzanti
e lubrificanti);
coloranti (conferiscono
colore agli alimenti e lo ripristinano).