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| ...Gorgonzola
DOP... |
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| Origini
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Molte sono le leggende che si raccontano sull'origine
di questo formaggio e la maggior parte concordano nel situarle
intorno al X-XII secolo in provincia di Milano e precisamente
in prossimità del paese di Gorgonzola. Fino agli inzi
del XX secolo questo formaggio era chiamato semplicemente "stracchino"
o, più spesso, "stracchino verde" o "stracchino
di Gorgonzola" e fu solo la necessità di distinguere
e valorizzare il formaggio prodotto nella zona tipica di origine
a dargli il definitivo nome di Gorgonzola.
Area di produzione: province di Novara, Vercelli, Cuneo, Alessandria
(territorio di Casale Monferrato), Pavia, Milano, Como, Bergamo,
Brescia, Cremona.
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta
il 12 giugno 1996. |
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| Caratteristiche |
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Tipo di formaggio: a pasta tenera erborinata.
I tipi di Gorgonzola presenti sul mercato sono fondamentalmente
due: Il Gorgonzola a due paste (più antico) e quello
a una pasta. La produzione del primo, del tutto artigianale
e oggi molto limitata quantitativamente, è caratterizzata
dall'utilizzo del latte di due mungiture. La tecnica di lavorazione
prevede che la cagliatura ottenuta la sera venga lasciata appesa
ad un apposito trespolo tutta la notte a sgrondare. E' in questa
fase che la massa caseosa riceve - in modo del tutto naturale
e dall'habitat esterno - le preziose spore fungine responsabili
dell'erborinatura del formaggio.
Il giorno successivo questa viene messa nella forma a strati
alterni con la pasta fresca ottenuta dal latte della mungitura
del mattino. Segue la fase di maturazione e la sforacchiatura
delle forme che ha lo scopo di permettere lo sviluppo delle
caratteristiche muffe. Da tale procedimento si ottiene un
formaggio con un sapore molto marcato e piccante, gradito
e apprezzato dai buongustai.
Il Gorgonzola a pasta dura è più dolce, altrettanto
buono e molto più diffuso. Lo si ottiene da latte vaccino
di una sola mungitura, generalmente pastorizzato. La lavorazione
avviene in capaci caldaie dove il latte viene addizionato
con fermenti lattici, caglio e spore di pennicillii. Sono
questi ultimi i funghi microscopici responsabili della caratteristica
screziatura verde della pasta. Perché questa possa
svilupparsi, la forma - a circa 4 settimane di lavorazione
- viene accuratamente forata con grossi aghi metallici, di
rame o di acciaio inox. L'operazione viene fatta prima su
una solo facciata e per una profondità pari a circa
la metà dell'altezza della forma. Dopo alcuni giorni,
la forma viene rivoltata e si completa l'operazione sull'altra
faccia. L'aria può così entrare nella pasta
e indurre la crescita della preziosa muffa cui il Gorgonzola
deve il suo esclusivo sapore. Tale fase di lavorazione è
però preceduta da numerose altre operazioni di cui
la più caratteristica è la salatura, tipicamente
effettuata in un locale detto in gergo "purgatorio"
ove il formaggio appena fatto subisce un periodo di stufatura
alla temperatura di 20-22° C ad altissima umidità
(fino al 95%). Anche la maturazione, che un tempo avveniva
in grotte naturali, deve essere fatta in ambienti con temperatura
e umidità controllate. Il Consorzio di tutela provvede
che su ogni forma venga impressa la marchiatura d'origine
da cui è possibile risalire al caseificio produttore.
Prima di essere immessa sul mercato ogni forma viene inoltre
avvolta in fogli di alluminio. Questa operazione serve a ridurre
il calo di peso provocato dall'evaporazione, a difendere la
crosta da rotture e screpolature e soprattutto a salvaguardare
nel trasporto e nel tempo le preziose caratteristiche organolettiche
di questo formaggio. Prima di essere commercializzate le forme
vengono tagliate trasversalmente.
La crosta e ruvida e rossiccia. La pasta è tenera bianca
o appena paglierina e tipicamente cosparsa da colonie fungine
dal caratteristico colore verde. Il sapore è dolce
appena piccante, salvo che nel tipo a due paste. |
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| Gastronomia |
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Il Gorgonzola è tra i formaggi più
conosciuti e consumati in Italia. Molto apprezzato anche all'estero.
Ottimo consumato accompagnato da pane casareccio o con polenta.
Molto diffuso è anche il suo impiego nella preparazione
di salse e tanti altri piatti. Come gli altri formaggi erborinati
deve essere servito generalmente con vini rossi robusti con
intenso profumo (es. Bramaterra, Ghemme, Picolit o anche Marsala
Vergine). |
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