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| ...Pecorino
Romano DOP... |
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| Origini
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Pecorino è un termine generico e come
tale può essere usato per indicare qualunque formaggio
fatto con latte di pecora. E infatti, in Italia esiste una grande
varietà di pecorini, tutti caratteristici di particolari
aree o di determinate razze ovine. Il Pecorino Romano, la cui
antica zona di origine è il territorio dell'Agro Romano,
è uno dei formaggi più antichi del mondo. Molti
autori romani come Varrone, Plinio il Vecchio, Ippocrate e Columella,
parlano dettagliatamente nei loro libri delle antiche tecniche
di caseificazione e il confronto con le moderne non evidenzia
modifiche sostanziali. Oltre alla zona di origine, fin dal secolo
scorso fu la Sardegna a divenire il centro di maggiore produzione.
E infatti, ancora oggi, benché "romano" questo
pecorino proviene in gran parte da questa regione, ove le tecniche
di lavorazione ad esso connesse furono diffuse ad opera di alcuni
intraprendenti imprenditori romani e napoletani. Notevole è
il successo commerciale del Pecorino Romano che viene esportato
soprattutto negli Stati Uniti.
Area di produzione: province di Roma, Rieti, Viterbo, Latina,
Grosseto, Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari.
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta
il 12 giugno 1996. |
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| Caratteristiche |
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Tipo di formaggio: a pasta compatta bianca,
con stagionatura da 8 a 12 mesi.
Il latte, appena munto, viene filtrato e trattato termicamente
per eliminare i microrganismi anticaseari. Viene poi messo in
caldaia e addizionato con una coltura naturale di fermenti lattici,
lo "scotta-innesto", al fine di avviare la fermentazione
lattica.
Immediatamente dopo si procede all'aggiunta del caglio di agnello.
Segue poi la fase di rottura del coagulo in piccoli granuli
della dimensione di un chicco di mais o di riso. Successivamente
la massa così ottenuta viene sottoposta a cottura a 45-48°
C ed è poi scaricata nella vasca di drenaggio e porzionatura
ove si ha la formazione della pasta e il primo spurgo di siero.
La massa caseosa viene poi messa in stampi, sottoposta a
pressatura e successivamente collocata nelle fascere, dove
avviene anche la marchiatura che permette di identificare
il caseificio produttore e il mese e l'anno di produzione.
Caratteristica della lavorazione di questo formaggio è
una particolare operazione detta "frugatura", consistente
nell'introdurre una canna al centro della cagliata, nella
fase di pressatura, allo scopo di facilitare la liberazione
del siero. La salatura si effettua a secco, in più
riprese e per una durata di circa due mesi in speciali ambienti
un tempo detti "caciare". La stagionatura deve durare
almeno 8 mesi.
Le forme sono cilindriche e hanno un peso variabile dai 22
ai 33 kg. La crosta è di colore paglierino, o marrone
più o meno intenso se si è proceduto alla "cappatura"
con grasso e terra d'ambra o altro materiale protettivo. La
pasta, di colore bianco o paglierino tenue, si presenta generalmente
compatta o con una leggerissima occhiatura. L'aroma è
fragrante, caratteristico, e il gusto è tipicamente
piccante. |
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| Gastronomia |
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Nelle campagne romane è tradizione accompagnare
il Pecorino Romano con pane casareccio e fave fresche. Il suo
impiego da grattugia lo rende insostituibile ingrediente di
molti piatti tipici, specie nell'Italia centro-meridionale.
I vini consigliati per il Pecorino Romano fresco sono il Velletri
rosso e il Cesanese del Piglio; per quello stagionato il Velletri
rosso, Il Brunello di Montalcino e il Carignano del Sulcis Rosso. |
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