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| ...Pecorino
Sardo DOP... |
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| Origini
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Pecorino è un termine generico e come
tale può essere usato per indicare qualunque formaggio
fatto con latte di pecora. E infatti, in Italia esiste una grande
varietà di pecorini, tutti caratteristici di particolari
aree o di determinate razze ovine. Il Pecorino sardo, nonostante
il recente riconoscimento a denominazione di origine, ha una
storia antica e legata alle caratteristiche produzioni di cui
la Sardegna è ricca. Sotto il marchio Pecorino sardo
è infatti confluito un prodotto caseario da tempo conosciuto
e apprezzato: si tratta del Semicotto, un formaggio che vanta
un'antica tradizione e la cui produzione è diffusa su
tutto il territorio isolano. La materia prima è il latte
intero di pecora di razza sarda.
Area di produzione: Sardegna (province di Cagliari, Nuoro, Oristano,
Sassari).
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta
il 1 luglio 1996. |
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| Caratteristiche |
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Tipo di formaggio: a pasta bianca, compatta,
a stagionatura variabile.
Due i tipi di pecorino previsti dal disciplinare: il "Pecorino
sardo dolce" e il "Pecorino sardo stagionato".
Il primo è caratterizzato da un gusto particolarmente
delicato e mai piccante.
Le forme cilindriche, con diametro di 15-18 cm e scalzo di 6-10
cm, hanno un peso compreso tra 1 e 2,3 kg. La crosta è
sottile, liscia, di colore bianco o paglierino tenue. La pasta
è bianca, morbida, compatta o con rada occhiatura.
La metodologia di lavorazione prevede l'eventuale utilizzo di
fermenti lattici naturali e la coagulazione con caglio di vitello.
La salatura viene fatta sia a secco che, più spesso,
in salamoia. Segue poi la fase di maturazione effettuata in
appositi locali e per tempi abbastanza brevi (dai 20 ai 60
giorni). Decisamente più lungo è invece il periodo
di stagionatura del Pecorino sardo maturo che, nelle forme
usate da grattugia, arriva anche a 12 mesi. Le altre fasi
di lavorazione dello stagionato - salvo alcuni particolari
relativi alle dimensioni con cui viene rotta la cagliata dopo
la coagulazione - seguono la falsariga di quanto esposto per
il tipo dolce.
Le forme dello stagionato hanno un peso superiore e possono
arrivare a 4 chili. La crosta, che nei primi mesi di stagionatura
è di colore paglierino tenue, col tempo diviene più
spessa e assume un tipico colore bruno. La consistenza della
pasta, tenera ed elastica nelle forme più giovani,
subisce nell'invecchiamento un notevole aumento di consistenza.
Anche il sapore, ancora dolce e aromatico per le forme maturate
fino a tre mesi, diviene leggermente piccante e caratteristico
per i formaggi con più di otto mesi di stagionatura.
Sempre per il tipo maturo è inoltre prevista la possibilità
di affumicatura delle forme, che acquistano così un
sapore ancora più caratteristico e definito. |
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| Gastronomia |
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Sia il Pecorino sardo dolce che quello maturo
sono ottimi formaggi da tavola. Quello stagionato più
a lungo è un eccellente formaggio da grattugia.
Vini consigliati per l'abbinamento - Pecorino sardo dolce: Vermentino
di Gallura, Vermentino di Sardegna, Monica di Sardegna; Pecorino
sardo stagionato: Cannonau di Sardegna, Mandrolisai, Velletri
rosso, Brunello di Montalcino, Carignano del Sulcis Rosso. |
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