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| ...Provolone
Valpadana DOP... |
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| Origini
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Questo formaggio a pasta filata ha un'origine
senz'altro meridionale (probabilmente Basilicata). La sua lavorazione
si estese comunque ben presto in molte altre regioni italiane,
anche nell'Italia del Nord, dove sembra che la nascita delle
prime fabbriche risalga alla fine del Settecento. Attualmente
l'area di maggior produzione si concentra nel Veneto, in Lombardia
e in particolare nella provincia di Cremona. Localmente il termine
Provolone è spesso sostituito da nomi tradizionali che
fanno riferimento alle diverse forme e dimensioni con cui viene
preparato (Provolone, Pancette, Giganti, Gigantini, Pancettoni,
Mandarini, ecc.). Ve ne sono infatti a forma sferica, di pera,
cilindrica e perfino di parallelepipedo, con pesi che vanno
dal chilo scarso delle Provole al quintale raggiunto dai Giganti.
La forma caratteristica è comunque tronco-conica, con
leggere insenature per il passaggio delle corde, utilizzate
per appendere a coppie i formaggi a stagionare. Per la sua lavorazione
è previsto l'utilizzo di latte vaccino intero, previamente
pastorizzato.
Area di produzione: province di Brescia, Cremona, Padova, Piacenza,
Rovigo, Verona, Vicenza, Bergamo, Mantova, Milano, Trento.
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta
il 12 giugno 1996. |
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| Caratteristiche |
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| Tipo di formaggio: a pasta filata, compatta,
grasso. La tecnologia di preparazione prevede la filatura della
pasta che consiste nel lavorare come un impasto la cagliata
sino a farla divenire filante ed elastica attraverso l'immersione
in acqua quasi bollente. A questa operazione segue la modellatura
e la chiusura della forma, evitando la minima presenza di bolle
d'aria o di liquido nella pasta e in modo che la superficie
esterna si presenti liscia e uniforme. Segue poi la fase di
salatura, che viene fatta in salamoia, per un tempo di circa
un giorno per ogni chilogrammo di pasta. Le forme estratte dalla
salamoia vengono poi lavate con acqua fredda, legate a coppie
con funi e messe a cavallo di appositi sostegni per la stufatura.
Questa, della durata di circa una settimana, consiste nel mantenere
le forme in appositi locali alla temperatura di 22-24° C,
in modo da far assumere alla crosta una sufficiente consistenza.
A volte è praticata l'affumicatura che dà al
prodotto finito un particolare profumo e aroma. Il peso medio
delle forme tronco-coniche si aggira sui 4-5 kg. La crosta,
sottile e lucida, ha un colore giallo dorato ed è a
volte protetta da una sottile e lucida patina di paraffina.
Il sapore della pasta varia a seconda che si tratti di Provolone
dolce o piccante. Nel Provolone piccante la coagulazione del
latte viene ottenuta adoperando il caglio di capretto in pasta
e viene stagionato molto a lungo (fino a un anno per le forme
destinate alla grattugia). Per preparare il Provolone dolce
si usa invece il caglio liquido di vitello e tempi molto brevi
di stagionatura. |
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| Gastronomia |
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Il Provolone viene consumato come formaggio
da tavola (quello stagionato anche da grattugia). Ambedue i
tipi, data la caratteristica pasta filata, si prestano molto
bene per numerose preparazioni in cucina.
Vini per l'abbinamento - Provolone dolce: Colli Orientali del
Friuli Chardonnay, Fiano di Avellino; Provolone piccante: Ghemme,
Primitivo di Manduria, Taurasi, Velletri Rosso, Oltrepò
Pavese Bonarda. |
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