Prodotto con latte
vaccino intero, crudo.
E’ un formaggio a pasta filata, peso da kg 0,300 a kg
1; forma a pera.
La crosta è sottile e lucida, di colore
giallo paglierino.
Di sapore dolce e burroso a media stagionatura,
pronunciatamene piccante a stagionatura avanzata.
Il latte, previa filtrazione, è immesso
nella caldaia, portato alla temperatura di 25–30 °C
ed aggiunto il caglio in pasta di capretto.
A coagulazione avvenuta, si procede
alla rottura del coagulo per mezzo dello spino, fino
a ridurlo in granuli della grandezza di una nocciola;
si fa sostare per qualche minuto, indi si procede alla
raccolta manuale del coagulo che è posto su un tavolo
inclinato per spurgare del siero in eccesso e per farlo
maturare.
La fermentazione della cagliata avviene
quindi a temperatura ambiente, e si protrae per 4 -10
ore, in relazione alla temperatura esterna.
Per conoscere se la pasta è matura,
ovvero, se è in grado di essere lavorata (filata), si
fanno successivamente, a brevi intervalli, degli assaggi,
prendendone un pezzetto, immergendolo nell’acqua quasi
bollente (circa 85 °C) e provando se esso si allunga
in fibre elastiche (filatura).
Allorquando la cagliata ha raggiunto
il giusto grado di maturazione, si procede al taglio
della stessa in piccole strisce che sono immesse in
un recipiente con acqua calda (circa 85 °C), agitate
fin quando si raggiunge la filatura del tutto
. Raggiunto l’optimum di filatura si
procede alla lavorazione della massa, fino a realizzare,
con manualità particolare, la tipica forma a pera.
La stagionatura dura da 2-3 giorni a
qualche mese in appropriato ambiente fresco ed aerato.
Prodotto generalmente da novembre a
luglio nel versante del basso Ionio reggino dell’Aspromonte,
ed in particolare nei comuni di Cirella di Platì, Ciminà
e Antonimina della provincia di Reggio Calabria. |