Prodotto con latte
vaccino, ovino e caprino intero crudo, singolo o miscelati
tra loro.
Caratteristiche del prodotto finito:
diametro di 18-30 cm, scalzo di 10-25 cm, verticale
o leggermente convesso, peso da 1 a 20 Kg.
Di forma cilindrica a facce piane nel
prodotto fresco, leggermente concave in quello stagionato;
crosta sottile, pasta di colore bianco nel primo caso
e giallo paglierino nel secondo caso.
Di sapore dolce il prodotto fresco,
piccante e di odore pungente lo stagionato.
Le forme possono essere strofinate
con olio o morchia d’olio d’oliva, ossia, con peperoncino
in polvere o in pasta.
E’ previsto l’uso di peperoncino all’interno
della cagliata, nel momento della posa della stessa
nei canestri.
Il latte, previa filtrazione, è immesso
in caldaia, riscaldato a 32-40 °C, e fatto coagulare
con l'impiego di caglio di capretto, agnello o vitello,
in ragione di 30-35 grammi per quintale di latte, stemperato
in precedenza in acqua tiepida.
A 50 minuti circa si realizza la coagulazione,
segue il rassodamento del coagulo, quindi si procede
alla rottura dello stesso con lo spino la cui dimensione
delle particelle dipenderà dal tipo di formaggio che
si vuole realizzare, e cioè se un prodotto da consumo
fresco o stagionato; tale operazione può avvenire con
l’ausilio del calore.
Realizzatasi la sedimentazione e il
compattamento della cagliata in caldaia, si trasferisce
la stessa nei canestri posti su un tavolo inclinato,
operando di seguito una pressione manuale, con l'obiettivo
di spurgare il più possibile la massa; anche tale operazione
è condizionata al tipo di prodotto finale che si vuole
realizzare.
La salatura può avvenire sia a secco
che in salamoia.
Il formaggio consumato fresco o «Primosale»
richiede 8-10 giorni di stagionatura ed ha subito la
salatura, mentre quello stagionato o da grattugia richiede
da due mesi ad oltre 4 mesi di stagionatura, in ambiente
fresco ed aerato, avendo cura di rivoltarlo periodicamente.
Viene anche consumato appena prodotto
senza salatura: «Tuma».
Prodotto generalmente da ottobre a luglio
nell’intera Regione Calabria.
Al nome di canestrato può seguire il
luogo dov’è prodotto, come ad esempio canestrato di
Lamezia Terme, Crotonese, della Locride, del Catanzarese,
delle Serre Vibonesi, di Sibari, del Pollino, di Morano
Calabro, del Monte Poro, di Miglierina, di Cardinale,
di Lattarico, di Taurianova, di San Floro, della Piana
di Gioia Tauro, Silano.
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