Prodotto con latte
di capra intero, crudo; la forma ha un diametro di 18-20
cm, scalzo leggermente concavo di 6-7 cm, peso da 1
a 2 Kg, con crosta sottile, di colore bianco-crema nel
prodotto fresco e giallo-bruno in quello stagionato.
La pasta si presenta burrosa ed elastica
nel primo caso, consistente e granulosa nel secondo.
Esprime un sapore dolce-acidulo nel
prodotto fresco, accentuatamente piccante in quello
stagionato; si evidenzia una piccola, ma fitta occhiatura.
Ha un odore classico di lattico nel
prodotto fresco, piccante ed intenso in quello stagionato
Il latte, previa filtrazione, è immesso
in caldaia, riscaldato a 35-38 °C, e fatto coagulare
con l'impiego di caglio in pasta di capretto, in ragione
di 30-35 grammi per quintale di latte, stemperato in
precedenza in acqua tiepida. A 60 minuti si realizza
la coagulazione, segue il rassodamento del coagulo,
quindi si procede ad un'energica rottura dello stesso
con lo spino, fino a ridurlo alle dimensioni di chicchi
di riso, al fine di favorire un facile spurgo.
Realizzatasi la sedimentazione e il
compattamento della cagliata in caldaia, si trasferisce
la stessa nei canestri posti su un tavolo inclinato,
operando di seguito un'energica pressione manuale, con
l'obiettivo di spurgare il più possibile la massa.
A seconda del periodo stagionale, le
forme sono estratte dai canestri (12 ore dalla lavorazione
in estate e 24 ore in inverno) per essere salate a secco
e per una sola volta.
Se il formaggio è consumato fresco
richiede da 10 giorni ad un mese di stagionatura, se
deve essere consumato da grattugia 5-7 mesi, in ambiente
fresco ed aerato, avendo cura di rivoltarlo periodicamente.
Umidità media a due mesi di conservazione: circa 43
%.
Prodotto da ottobre a luglio nell’intera Regione Calabria.
Al nome di formaggio di capra può seguire
il luogo dov’è prodotto, come ad esempio formaggio di
capra di Lamezia Terme, di Miglierina, di Lattarico,
di Cardinale, Crotonese, delle Serre Vibonesi, della
Piana di Gioia Tauro, della Locride, di Sibari, del
Catanzarese, del Monte Poro, Silano, del Pollino, ecc..
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