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Il Formaggio Caprino
della Limina si ottiene dal latte delle capre di varie
razze indigene raggruppate in mandrie e condotte giornalmente
in pascoli col sistema brado, allevate nelle zone montane
e collinari.
Questi animali si adattano bene al clima locale, danno
un’ottima resa e, grazie alla grande varietà di erbe,
il latte prodotto è di alta qualità.
La commercializzazione del caprino viene fatta direttamente
dai produttori e nei negozi locali.
Essendo molto richiesto, non si riesce a soddisfare
la domanda.
Negli ultimi anni, la produzione del formaggio caprino
è diminuita in quanto alcuni allevatori hanno sostituito
le capre con mucche da latte, perché più redditizie.
E’ tradizione che i pastori, ancora oggi come una volta,
paghino il fitto dei pascoli in natura con adeguata
quantità di formaggio.
Il caprino, considerato il più antico dei formaggi,
deve essere conservato per circa 8-12 mesi per la stagionatura,
nelle cantine dove viene curato esternamente con un’emulsione
di olio d’oliva e un po’ di aceto
Qualche volta si aggiunge un po’ di pepe rosso macinato
(può capitare che durante la stagionatura alcune forme,
per effetto di particolare fermentazione sviluppino
internamente piccoli vermi che conferiscono al formaggio
un gusto del tutto particolare che lo rendono ricercato
da tanti estimatori).
L’intera pelle della capra rovesciata, conciata e tratta
opportunamente, è utilizzata come mantice nella costruzione
artigianale delle zampogne.
Si può considerare un formaggio, con una produzione
limitata e prevalentemente artigianale, ma molto richiesto
dai consumatori.
Prodotto nel Territorio dei Comuni della Comunità
Montana Limina: Mammola, Grotteria, San Giovanni di
Gerace, Martone, Gioiosa Jonica, Canolo, Gerace e i
Comuni limitrofi di Marina di Gioiosa Jonica, Siderno
e Agnana.
Si versa il latte caprino appena munto in un pentolone.
Si scioglie il caglio (prodotto ottenuto nell’ambito
della stessa azienda, ricavato dallo stomaco dei capretti
e messo a stagionare) in poca acqua e lo si versa nel
latte ancora crudo.
Si mescola il tutto e si lascia cuocere un’ora circa.
Quando il contenuto si addensa, si mescola con un cucchiaio
di legno, fino a che non diventa di nuovo liquido.
Pian piano si estrae il formaggio separato dalla lacciata
(latte sgrassato) con le mani e lo si mette dentro le
forme di giunco comprimendolo fino a quando non è ben
scolato.
Dopo la si rimette nella forma per un giorno ancora,
quindi la, si toglie e la si lascia stagionare.
Hanno a questo punto inizio le operazioni di cura e
protezione del formaggio, cospargendo un velo d’olio
d’oliva sull’intera superficie.
Queste particolari tecniche di produzione fanno del
formaggio caprino della Limina un prodotto tipico di
grande pregio.
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