E' prodotto nella
provincia di Vibo Valentia.
Le caratteristiche organolettiche di
questo formaggio traggono origine dalle essenze del
comprensorio del Poro, dalle razze locali ovi-caprine
- in passato era presente la Moscia Calabrese - dal
sistema pascolo estensivo ancora ampiamente praticato,
dalle tecniche di lavorazione che non contemplano il
riscaldamento della cagliata dopo la sua frantumazione,
cui segue una più accurata e prolungata pressatura manuale
per eliminare i residui di siero.
Ha una forma cilindrica, a facce piane;
la crosta è sottile e gialla la fresca, dura, rugosa,
di colore giallo oro tendente al rossiccio la stagionata;
pasta: la pasta è morbida e compatta il fresco, compatta
e raramente occhiata lo stagionato; ha un diametro variabile
tra 8 e 20 cm; un'altezza variabile tra 6 e 18 cm; il
peso è di 1-7 kg; il sapore è dolce il fresco, intensamente
aromatico e sapido lo stagionato.
La tecnica di produzione è simile a
quella del Pecorino di Crotone.
La cagliata dopo la rottura non viene
riscaldata.
Il tempo di pressatura è più prolungato.
Viene consumato a tavola e alla griglia
il prodotto fresco, sui piatti tradizionali quello stagionato.
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