Formaggio prodotto
con latte ovino, intero, crudo.
La forma č di colore bianco appena
sformato, attraverso la lavorazione e la cura, con il
passare del tempo, prende altri colori a seconda delle
sostanze con cui si tratta.
Rossiccio se trattato con peperoncino
tritato misto ad aceto ed olio, giallognolo se trattato
solo con il sale. Il gusto varia a seconda della stagionatura,
delicato, se si consuma fresco, piccante e sapido, quando
viene consumato stagionato.
Il latte, dopo due mungiture, si filtra
munto fino a raggiungere i 20° centigradi, si lascia
a riposo per circa un’ora, il tempo necessario alla
solidificazione della cagliata.
Dopo si riattizza il fuoco, girando
con il mestolo lentamente nella cagliata, fin quando
la temperatura non sale intorno ai 40°, temperatura
che permette la solidificazione della pastata, detta
«zuma» che, dopo essere raccolta, viene messa in contenitori
della capienza di Kg 1, Kg 2, Kg 3.
Dopo la lievitazione ha inizio il processo
curativo per trasformare la «tuma» in formaggio. La
stagionatura varia da un mese ad un anno e mezzo (interamente
stagionato) circa in un luogo fresco, al riparo dagli
agenti esterni, curato di tanto in tanto con una miscela
di olio e peperoncino tritato; i locali per la stagionatura
e la conservazione, detti «casulari», sono il segreto
per la buona riuscita del formaggio.
Viene prodotto in prevalenza da settembre
a giugno in provincia di Catanzaro ed in particolare
nella Valle dell’Ancinale.
|