È prodotto in
Friuli dal 1200 con la stessa semplice ricetta.
Fu osservando i metodi utilizzati nei
pascoli di montagna che, nel tredicesimo secolo, i monaci
dell’Abbazia di Moggio Udinese affinarono le tecniche
di produzione del formaggio che avrebbe preso il nome
dell’altipiano su cui sorgeva l’Abbazia: l’altopiano
del Montasio.
Fu allora che si posero le basi di una
tradizione che oggi consente al Friuli-Venezia Giulia
e al Veneto Orientale – sono queste, infatti, le due
zone elettive di produzione – di proporre ai buongustai
di tutto il mondo uno dei formaggi più tipici del vasto
panorama della produzione italiana.
Le tecniche di produzione – note fin
dall’antichità nei pascoli di montagna – si diffusero
via via lungo le vallate delle Alpi Giulie e Carniche,
per poi arrivare nella pianura friulana e veneta. Una
diffusione favorita anche dalla vicinanza con il Canale
del Ferro, importante strada di comunicazione e di traffici
mercantili fin dall’epoca romana.
I documenti storici testimoniano che
già nel 1259 nelle malghe del Montasio si contavano
oltre 5000 ovini. E una sentenza del 1473 conferma al
Comune di Cavazzo il diritto – “come da antica consuetudine
”– di far pascolare il bestiame sull’altipiano, “dietro
retribuzione di formaggio ai proprietari dei terreni
”.
Ma la storia parla anche delle infinite
contese legate a quei terreni, e delle lotte per conquistare
i capi di bestiame e le zone migliori per il pascolo.
Ma il più antico documento conosciuto in cui si parla
del formaggio Montasio risale al 1775, anno in cui la
dicitura compare su un prezziario della città di San
Daniele, quasi a stabilire, fin da allora, un legame
tra due dei prodotti destinati a diventare ambasciatori
della qualità friulana nel mondo: il formaggio Montasio
e il prosciutto di San Daniele.
Da allora, il tipico formaggio è presente
costantemente nei documenti mercantili che attraversano
l’Italia nord-orientale.
Il Montasio è un formaggio tipico tutelato
ufficialmente fin dal 1955,oggi anche dal punto di vista
delle normative europee.
E' questo l'atto conclusivo di un lungo
processo di riconoscimento iniziato proprio nel 1955,
quando il Montasio venne incluso solo tra i formaggi
a denominazione tipica per i quali è prescritto un metodo
di lavorazione, ma non è definita una zona di origine.
Tale collocazione non poteva che essere provvisoria,
visto il particolare legame esistente tra caratteristiche
di questo formaggio e ambiente di produzione, ma sono
occorsi più di trent'anni perché ciò venisse recepito.
Dal 10 marzo 1986 è invece il decreto
del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste che affida,
al già esistente Consorzio per la tutela del Formaggio
Montasio, l'incarico di vigilare sull'applicazione delle
norme di produzione e commercializzazione del prodotto.
Tale consorzio è anch'esso di recente
costituzione (1984) e, come scritto nel suo statuto,
ha quale fine "definire e tutelare la produzione e il
commercio del formaggio Montasio e l'uso della sua denominazione;
promuovere ogni utile iniziativa intesa a salvaguardarne
la tipicità e le caratteristiche peculiari; propagandarne
il consumo, agevolarne il commercio e l'esportazione".
Il Montasio si può gustare fresco (dopo
un periodo che va dai sessanta ai centoventi giorni
di stagionatura), semistagionato (da cinque a dieci
mesi di stagionatura) o vecchio (oltre dodici mesi di
stagionatura). Il sapore, quando il formaggio invecchia,
si trasforma.
Così, a seconda dei gusti personali,si
può scegliere il grado di maturazione preferito.
Dal gusto di latte delle forme più “giovani
”, si passa via via ad un sapore più piccante. Parallelamente,
il Montasio, da morbido, diventa friabile.
Il formaggio viene marchiato una prima
volta appena prodotto. Una seconda marchiatura, impressa
a fuoco, identifica il prodotto che dopo cento giorni
di maturazione risulta privo di difetti.
Su ogni forma di Montasio viene inoltre
indicata la data di produzione,ed un codice identifica
il singolo produttore.
La ricetta, come detto, è quella originale,
nata nel 1200 nelle vallate della Alpi Giulie e Carniche.
Il latte, dopo la pastorizzazione, fermenta.
Con il riscaldamento, ad una temperatura di 32/43 gradi,
avviene una prima solidificazione. Utilizzando la “lira”,
che prende il nome dallo strumento musicale caro all
’imperatore Nerone, si ottengono granuli simili a chicchi
di riso. Dopo mezz’ora il Montasio prende forma, ed
è possibile estrarlo per mezzo di teli. Dopo una giornata
di riposo, il formaggio viene immerso in una soluzione
di acqua e sale per 48 ore. Quindi è la volta della
salatura a secco. A questo punto è pronto per la sala
di stagionatura: 4/6 mesi per il tipo Mezzano e 12 mesi
per il Vecchio. Sala che deve aver una temperatura di
15°, umidità del 80/85%; il formaggio deve essere depositato
su assi di legno e rivoltato ogni 3/4 giorni.
Le zona di produzione del formaggio
Montasio comprende: regione Friuli Venezia Giulia:
tutto il territorio regionale regione Veneto:
l'intero territorio della provincia di Belluno, l'intero
territorio della provincia di Treviso.
Per la provincia di Padova e Venezia il territorio è
delimitato come segue: dall'intersecare della linea
di confine della provincia di Treviso con quella di
Padova, si prosegue lungo quest'ultimo fino ad incontrare
l'autostrada Serenissima. Si prosegue lungo questa linea
fino al punto autostradale sul fiume Brenta e quindi
lungo detto fiume fino alla foce.
D.P.R. 30.10.55 n. 1269
Riconoscimento delle denominazioni circa i metodi di
lavorazione, caratteristiche merceologiche e zone di
produzione dei formaggi
Montasio (Vedi anche D.P.R. 10.3.86)
Formaggio grasso a pasta dura, cotta, prodotto esclusivamente
con latte di vacca. È salato a secco oppure in salamoia
leggera con completamento a secco. Viene usato da tavola
quando la stagionatura ha raggiunto i due mesi e non
superato i cinque, o da grattugia quando la stagionatura
ha raggiunto almeno i dodici mesi.Maturo, presenta le
seguenti caratteristiche: forma cilindrica, a scalzo
basso diritto o quasi diritto, con facce piane o leggermente
convesse; peso medio di una forma: da 5 a 9 kg, con
variazioni, in più o in meno, in rapporto alle condizioni
tecniche di produzione; dimensioni: altezza cm 6-10;
diametro cm 30-40, con variazioni, in più o in meno,
per entrambe le caratteristiche, in rapporto alle condizioni
tecniche di produzione; crosta: liscia, regolare, elastica;pasta:
per il formaggio da tavola, compatta, con leggera occhiatura,
di colore naturale leggermente paglierino; per il formaggio
da grattugia, friabile, di colore paglierino, con pochi
e piccolissimi occhi;aroma caratteristico e sapore piccante
e gradevole;grasso sulla sostanza secca: minimo 40%.
D.P.R. 10.3.86
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio
tipico "Montasio"
Art. 1 - A modifica di quanto stabilito
dall'art. 2 del D.P.R. 30.10.55 n. 1269, la denominazione
del formaggio "Montasio" è riconosciuta come denominazione
di origine e, pertanto, non è più da considerare come
"tipica".
Art. 2 - La zona di produzione del
formaggio a denominazione d'origine "Montasio" comprende:regione
autonoma Friuli-Venezia Giulia: l'intero territorio;
regione Veneto: provincia di Belluno, l'intero territorio;
regione Veneto: provincia di Treviso: l'intero territorio ;regione
Veneto: province di Padova e di Venezia: il territorio
è delimitato come segue:"dall'intersecare della linea
di confine della provincia di Treviso con quella di
Padova, si prosegue lungo quest'ultima fino ad incontrare
l'autostrada Serenissima. Si prosegue lungo questa linea
fino al ponte autostradale sul fiume Brenta e quindi
lungo detto fiume fino alla foce".
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