Tradizione molto
antica da considerarsi come una variante al classico
formaggio ottenuto con latte bovino a pasta fresca o
stagionato.
I bovini sono allevati nelle aree del
Parco Nazionale d'Abruzzo (dai 1000 ai 2000 m.s.l.m.)
nel periodo estivo; durante l'inverno le mandrie si
trovano a circa 800 metri.
Nel passato l'burrell' venivano scambiate
con altro prodotto.
Oggi sono prodotte in quantità limitatissima
esclusivamente per mantenere in vita la tradizione e
per i pochissimi appassionati che le conoscono.
Colore bianco latte ( se fresche) o
giallo scuro (se stagionate).
La forma è allungata.
Appena munto il latte di vacca si caglia
con caglio naturale e si mette in un recipiente lasciandolo
sempre nel siero caldo, in modo tale che lieviti.
Dopo 3 giorni circa (anche meno, se
la pasta fila) la pasta viene lavorata con acqua bollente.
Appena pronta di preparano le scamorze,
inserendo all'interno delle piccole noci di burro.
Anche quest'ultimo è prodotto in casa,
e si ottiene scremando il latte fresco e battendo la
schiuma energicamente con una frusta fino a ricavarne
una crema.
Le scamorze vengono poi "fermate" in
acqua fredda.
Successivamente si prepara la "salamoia"
con acqua e sale, portandola ad ebollizione in modo
che quando si immergono, le scamorzine non vadano a
fondo.
Le burrell' vanno mangiate fresche o
appassite.
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