L'Agrì e' un formaggino
di piccole dimensioni, la cui produzione era assai diffusa
in passato presso numerose aziende agricole dell'Alta
Val Brembana.
In particolare, nella zona di Valtorta,
era consuetudine produrre un semilavorato denominato
"Pasta di Agrì".
Ogni settimana le donne della valle
trasportavano questo prodotto nella vicina Valsassina,
percorrendo a piedi e con le gerle in spalla il tracciato
che si snoda attraverso i pascoli di Ceresola e i Piani
di Bobbio.
La pasta di Agrì veniva quindi venduta
agli artigiani di Barzio e Introbbio che procedevano
alla sua trasformazione nel prodotto finito.
Le poche aziende che mantengono viva
la tradizione dell'Agrì si trovano in Alta Valle Brembana
e l'aquisto in loco e' l'unico modo oggi possibile per
apprezzare il delicato sapore di questo formaggio.
Al latte di vacca o di capra appena
munto si aggiunge l'1% di siero acido ed un po' di caglio,
al fine di ottenere la coagulazione in circa 20-24 ore.
Si raccoglie quindi la cagliata in fagotti di tela di
lino che vengono posti a scolare.
Quando la massa e' abbastanza asciutta
si tolgono le tele e si aggiungono 25 grammi di sale
per ogni chilogrammo di pasta; si impasta il tutto in
rotoli dal diametro di circa 3 centimetri che dopo una
settimana circa di stagionatura, dapprima in ambiente
fresco e umido poi in ambiente piu' asciutto.
Nei luoghi in cui ancora oggi viene
prodotto, l'Agrì e' impastato a mano, caratteristica
che rende questo formaggio unico nel suo genere.
Sta' infatti all'abilita' del casaro
amalgamare pasta e sale nelle giuste proporzioni e conferire
al prodotto la consistenza ottimale.
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