Questo termine,
genericamente usato in tutte le regioni italiane per
designare i formaggi prodotti con latte di capra, assume
significati diversi a seconda delle tradizioni locali.
Caprino viene anche chiamato impropriamente
quel tipo di formaggio fresco, prodotto industrialmente
con latte vaccino e che dei tradizionali formaggi di
capra conserva solo la forma e il nome.
Formaggio semplice e sano.
In Lombardia i caprini si producono
ancora artigianalmente con latte di capra in alcune
zone delle Prealpi dove l'allevamento delle capre ha
subito in tempi recenti un notevole rilancio come attività
integrativa o alternativa all'allevamento bovino nelle
aziende zootecniche di collina e montagna.
Sono noti i caprini della Valsassina,
d'lntelvi, delle valli Luinesi e della Val Cuvia, e
non ci si può recare a visitare il delizioso boro brianzolo
di Montevecchia senza fermarsi ad assaggiare i suoi
famosi caprini stagionati. Sott'olio con foglie di alloro.
I caprini freschi sono privi di crosta,
la pasta è bianca, molle e spalmabile, il sapore gustoso,
leggermente acidulo.
Dopo un mese di stagionatura invece
i caprini hanno una crosta sottile giallo-rossastra
con sviluppo di muffe bianche.
La pasta è più compatta, il sapore è
forte, aromatico, decisamente piccante.
A tavola i caprini freschi sono molto
versatili, possono essere consumati così o conditi con
olio e pepe, o aromatizzati con erbe e spezie diverse.
In alcune zone si usa stagionarli in
vasi di vetro sott'olio con foglie di alloro e così
acquistano in 6-8 mesi un sapore decisamente originale.
Tipo di formaggio a pasta cruda prodotto
con latte di capra cui possono essere miscelate percentuali
variabili di latte vaccino; nel prodotto fresco si miscela
il sale alla cagliata appena fatta, il prodotto stagionato
viene salato a secco; la maturazione varia da 1-3 giorni
per il tipo fresco, a 2-4 settimane per quello stagionato;
la forma cilindrica (diametro 3-4 cm, altezza 10 cm);
il peso medio 50-100 g..
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