La Val di Scalve
si estende tra l'Alta Bergamasca e il territorio bresciano
della val Camonica; è una vallata piuttosto stretta
e impervia le cui falde sono coperte quasi esclusivamente
da boschi e pascoli.
La principale attività produttiva è
sempre stata l'agricoltura e in particolare l'allevamento
del bestiame e la trasformazione del latte.
Oggi gran parte della popolazione attiva
si è trasferita in pianura o ha cercato occupazioni
più remunerative, per cui la produzione di formaggi
e burro ha assunto un carattere marginale, anche se
l'amore per le antiche tradizioni ha fatto sì che non
si perdessero i prodotti più tipici della valle.
Tra questi la più nota è certamente
la formaggella, la cui origine è databile intorno al
decimo secolo e che da sempre porta la denominazione
della Val di Scalve per distinguerla da altri prodotti
similari.
Il suo consumo era ed è assai diffuso
in Val di Scalve, nelle valli limitrofe e fino a Bergamo.
Oggi viene prodotta quasi esclusivamente nella latteria
sociale della Valle che, seguendo il tradizionale sistema
di lavorazione e potendo contare sull'elevata qualità
della materia prima, continua a produrre un'ottima formaggella.
Il sapore dei pascoli montani.
La crosta è giallognola e sottile, liscia
e friabile; la pasta è di colore bianco, morbida con
occhiatura sottile; il sapore, pur essendo molto delicato,
è gradevolmente deciso.
Invecchiando, la crosta si scurisce
e la pasta diventa più compatta e saporita.
Per la produzione della formaggella
il latte viene lavorato appena munto conservando così
la sua freschezza e gli aromi delle essenze dei pascoli
montani che danno a questo formaggio il suo caratteristico
sapore.
Tipo di formaggio a pasta semicotta,
prodotto esclusivamente con latte di vacca intero; salatura
a secco; stagionatura media 20 giorni, ma si presta
ad essere invecchiata; forma cilindrica (diametro 18-22
cm); scalzo leggermente convesso (5-8 cm); peso medio
2 kg..
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