Il Provolone Valpadana
deriva certamente dalla famiglia delle paste filate
meridionali; questi formaggi hanno origini molto antiche
e già all'inizio dei Rinascimento prendono vita e notorietà
con denominazioni quali prove, provole o provature.
Il termine Provolone compare solo al
termine del secolo scorso e per la prima volta è menzionato
nel Vocabolario di Agricoltura del Canevazzi (1871);
è, infatti, a seguito dei trasferimenti al nord, in
Padania, della produzione casearia, avvenuti nella seconda
metà dell'Ottocento, che si possono preparare paste
filate di grandi dimensioni.
Notizie documentate individuano nell'anno
1870 la produzione di provole di grandi dimensioni in
un caseificio nel basso bresciano di proprietà dei fratelli
Margiotta, originari di Montelucano. Diventa possibile,
con l'abbondanza di latte, produrre grandi formaggi
capaci di invecchiare e maturare fino a diventare piccanti,
ma non secchi da grattugia, come invece capitava per
le piccole forme del Meridione.
Il Provolone Valpadana è un formaggio
a pasta semidura, stagionato, ottenuto da latte vaccino
intero ad acidità naturale di fermentazione, a crosta
liscia salvo le insenature dovute al passaggio delle
corde.
La zona tipica di produzione abbraccia
tutto o parte del territorio delle province di Cremona,
Brescia, Bergamo, Mantova, Milano, Lodi, Piacenza, Verona,
Vicenza, Rovigo, Padova spingendosi fino alla bassa
provincia di Trento.
Con decreto del 9/4/1993, pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale del 21/8/1993, il formaggio
Provolone Valpadana ha ottenuto la denominazione di
origine; nel 1994 il Consorzio ha presentato, attraverso
il Ministero delle Risorse agricole, alimentari e forestali
ed ai sensi del Reg. CEE 2081/92, la domanda per l'ottenimento
della Denominazione Origine Protetta.
In data 21/6/1996 con Regolamento n.
1107 l'Unione Europea ha riconosciuto al Provolone Valpadana
i requisiti per fregiarsi di questo riconoscimento.
Il Provolone Valpadana viene prodotto
a partire da latte crudo innestato con fermenti lattici
termofili, ad elevato potere acidificante, per ottenere
una progressiva acidificazione del latte e della cagliata.
Pur essendo prodotto in moderni stabilimenti caseari
non ha perduto la sua connotazione di formaggio artigianale;
infatti, la sua tecnologia non ha riscontro in nessun
altro formaggio del mondo.
Tale originalità è la duplice lavorazione:
la caseificazione vera e propria e la filatura, cioè
un trattamento su una cagliata già fatta che determina
la struttura del formaggio.
L'impiego di un coagulante "forte"
di origine naturale, il caglio, prodotto con caratteristiche
peculiari ed irripetibili, determina il gusto che può
variare da dolce a piccante; si fa uso del caglio di
vitello per la produzione di Provolone Valpadana dolce
e del caglio di capretto o di agnello per la produzione
del tipo piccante.
I principi della tecnologia del Provolone
Valpadana si basano su alcuni capisaldi caratteristici:
acidificazione ottenuta, per via fermentativa, con l'aggiunta
di sieroinnesti; coagulazione mediante l'uso di caglio;
spurgo ed acidificazione della cagliata (maturazione)
per esaltare la plasticità della pasta; filatura della
pasta fino ad ottenere una massa fibrosa elastica; formatura
e raffreddamento;
stagionatura in ambienti a temperature adatte ad esaltare
le reazioni lipo-proteolitiche che formano i caratteristici
composti dell'aroma e del sapore.
La tecnica di produzione, imposta dalla
legge, è applicata e rispettata per conservare tutte
quelle caratteristiche di gusto e sapore che lo distinguono
dagli altri formaggi.
Tocca ancora all'abilità dell'uomo
modellare la pasta nelle diverse forme. Mentre esegue
la modellatura, deve avere cura di mantenere la superficie
esterna della forma liscia, senza pieghe, mentre all'interno
non devono rimanere bolle d'aria, nè di liquido. In
questa fase la pasta del formaggio può paragonarsi alla
creta; il modellatore ottiene da essa quello che la
sua abilità ed il suo estro desiderano.
La pasta del formaggio così plasmata,
viene chiusa all'apice della forma. E' questa una operazione
che richiede molta abilità e pazienza poichè, quando
la pasta perde la sua plasticità, la riottiene in acqua
a temperature elevate. Le forme modellate e chiuse,
vengono immediatamente introdotte in acqua corrente
affinchè possano raffreddarsi e rassodarsi.
Seguirà la fase della salatura, durante
la quale occorre aver cura di rivoltare le forme per
ottenere uniformità di penetrazione di sale.
Successivamente verranno legate con
idonee corde e disposte in modo caratteristico ed appese
per la fase della stagionatura, che avviene in moderni
magazzini dove l'aria e l'umidità sono attentamente
controllate.
La stagionatura può essere breve, media
o lunga e ciò in relazione alle caratteristiche di gusto
e di profumo finali del formaggio, che variano dal sapore
dolce, al saporito, al piccante.
Il formaggio Provolone Valpadana è
fabbricato, stagionato e commercializzato sotto la vigilanza
ed il controllo del Consorzio Tutela Provolone che,
costituitosi fin dal 1975, agisce per incarico del Ministero
delle Risorse agricole, alimentari e forestali.
Il Consorzio svolge inoltre un'azione
di assistenza tecnico-scientifica alle aziende associate
al fine del continuo miglioramento qualitativo del formaggio,
attraverso la verifica ed i controlli eseguiti in tutte
le diverse fasi della produzione. Tutte le aziende associate
al Consorzio devono sottostare ad una particolare disciplina
ed anche a controlli amministrativi per dimostrare sia
la provenienza della materia prima che l'osservanza
delle tecniche di produzione previste dal D.P.C.M. 9/4/1993.
La facilità di lavorazione della pasta
consente di produrre forme che possono andare dai 500
g. fino ad oltre 100 Kg.
Ogni formato, poi, ha una sua propria
denominazione: a salame, a mandarino, pancetta, pancettone,
mandarone e così via.
La vendita avviene prevalenternente
previo frazionamento anche se è possibile acquistare
forme intere, di peso moderato, ad uso familiare.
Il colore della pasta è giallo paglierino.
La durata della stagionatura, unitamente
al tipo di caglio usato, determina il sapore; quando
viene usato caglio di agnello o di capretto, il cosiddetto
"caglio forte", con una stagionatura che supera i 6
mesi, il formaggio assume un gusto piccante, particolarmente
ricercato tra i buongustai.
VALORI MEDI DI SOSTANZE NUTRITIVE
CONTENUTI IN 100 g. DI PROVOLONE
VALORE ENERGETICO
Kcal
365
PROTEINE
g.
26
LIPIDI
g.
27
CALCIO
g.
0.85
FOSFORO
g.
0.55
VITAMINE
A B1 B2 B6 B12
Decr. Pres. Cons. Ministri 9.4.93
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio
"Provolone Valpadana"
Art.1 - E' riconosciuta la denominazione
di origine "Provolone Valpadana" al formaggio prodotto
nell'area geografica di cui all'art. 2 ed avente i requisiti
fissati agli artt. 3 e 4, nel contempo sono abrogate
le disposizioni relative al riconoscimento della denominazione
tipica "Provolone", di cui al D.P.R. 30.10.55, n. 1269.
Art. 2 - La zona di provenienza del
latte, di trasformazione e di elaborazione del formaggio
"Provolone Valpadana" comprende il territorio amministrativo
di seguito specificato:
Regione Lombardia:
l'intero territorio amministrativo delle province di
Cremona e Brescia;
i comuni di Torre Pallavicina, Pumenengo, Calcio, Romano
di Lombardia, Fontanella, Barbata, Antegnate Martinengo,
Covo, Calcinate, Bolgare, Telgate, Cividate al Piano,
Mormico al Serio, Polosco, Carobbio degli Angeli, Chiuduno,
Pagazzano e Calvenzano ricadenti nella provincia di
Bergamo;
i comuni di Asola, Acquanegra sul Chiese, Casalmoro,
Canneto sull'Oglio, Casalromano, Bozzolo, Rivarolo Mantovano
e Roverbella ricadenti nella provincia di Mantova·
i comuni di San Rocco al Porto, Caselle Landi, Castelnuovo
Bocca d'Adda, Guardamiglio, Santo Stefano Lodigiano,
Corno Giovane, Corno Vecchio, Meleti, Maccastorna, Senna
Lodigiana, Somaglia, Fombio, San Fiorano, Maleo, Codogno,
Cavacurta, Camairago, Castiglione d'Adda, Bertonico,
Terranova dei Passerini, Casalpusterlengo, Ospedaletto
Lodigiano, Orio Litta, Senna Lodigiana, Livraga, Brembio,
Turano Lodigiano, Secugnago, Borghetto Lodigiano, Ossago
Lodigiano, Villanova del Sillaro, Mairago, Cavenago
d'Adda, San Martino in Strada, Massalengo, Pieve Fissiraga,
Conegliano Laudense, Lodi, Corte Palasio, Crespiatica,
Abbadia Cerretto, Boffalora d'Adda (Lodigiano) ricadenti
nella provincia di Milano.
Regione Veneto:
I'intero territorio amministrativo delle province di
Verona, Vicenza, Rovigo e Padova.
Regione Emilia-Romagna:
l'intero territorio amministrativo della provincia di
Piacenza.
Provincia autonoma di Trento:
i comuni di Ala, Avio, Besanello, Brentonico, Bieggio
Superiore ed Inferiore, Calliano, Folgaria, Isera, Lomaso,
Mori, Ronzo Chienis, Rovereto, Trambileno, Vallarsa,
Volano, Arco, Dro, Molina di Ledro, Nago, Riva del Garda,
Terragnolo, Pomarolo, Villalagarina, Aldeno, Trento,
Cimone, Garnica, Terlago, Vezzano, Padergnone, Calavino,
Lasino, Cavedine, Drena, Tenno Fiavé, Grigno, Cinte
Tesino, Castello Tesino, Pieve Tesino, Ospedaletto,
Ivano Fracena, Strigno, Samone, Bieno, Spera, Scurelle,
Carzano, Villagnedo, Castelnuovo, Telve, Telve di Sopra,
Torcegno, Ronchi, Borgo, Roncegno, Novaledo, Levico
Vignola Falesina, Frassilongo, Fierozzo, Palù del Fersina,
S. Orsola, Bedollo, Baselga di Piné, Fornace, Civezzano,
Pergine, Tenna, Bosentino, Vigolo Vattaro, Vattaro,
Calceranica, Caldonazzo, Centa, Lavarone, Luserna.
Art. 3 - La denominazione di origine
"Provolone· Valpadana" è riservata al formaggio semiduro
a pasta filata prodotto con latte di vacca intero ad
acidità naturale di fermentazione, proveniente da vacche
allevate esclusivamente nella zona di produzione di
cui all'art 2, ottenuto nel rispetto del processo tecnologico
e rispondente allo standard produttivo di seguito elencati:
coagulazione ottenuta con caglio di vitello lattante
ovvero di capretto e di agnello, quest'ultimi utilizzati
da soli o congiuntamente;
filatura della pasta nel rispetto degli usi leali e
costanti effettuata dopo fermentazione naturale lattica
in modo continuativo esclusivamente su coagulo ottenuto
nello stesso caseificio nel quale è avvenuta la lavorazione
del latte;
modellatura effettuata manualmente o con l'ausilio di
appositi stampi; successivamente la pasta deve essere
sottoposta alla salatura in salamoia per un periodo
di tempo variante da 12 ore fino a 25 giorni in relazione
al peso della forma;
stagionatura effettuata secondo l'uso tradizionale,
appendendo le forme in ambienti idonei per temperatura
ed umidità. II periodo minimo è di 30 giorni. II prodotto
può essere affumicato;
forma: a salame, a melone, tronco-conica, a pera anche
sormontata da testolina sferica (fiaschetta); la superficie
esterna può presentare leggere insenature determinate
dal passaggio delle corde di sostegno;
peso: da 0,500 kg a 100 kg; più specificatamente da
0,500 kg a 6 kg per il formaggio destinato al consumo
dopo una stagionatura di breve periodo; da oltre 6 kg
a 100 kg per il formaggio destinato al consumo dopo
una stagionatura in genere superiore ai tre mesi;
crosta: liscia, sottile, lucida, di colore giallo dorato,
talvolta giallo bruno;
pasta: compatta, può presentare una leggera e rada occhiatura
ed è tollerata una leggera sfogliatura; colore leggermente
paglierino;
sapore: delicato fino alla stagionatura di tre mesi,
pronunciato verso il piccante a stagionatura più avanzata
o quando si sia fatto uso di caglio di capretto o agnello,
utilizzati da soli o congiuntamente;
grasso sulla sostanza secca 44%.
Art. 4 - II formaggio a denominazione
di origine "Provolone Valpadana" deve recare apposto
all'atto della sua immissione al consumo il contrassegno
di cui all'allegato A, che costituisce parte integrante
del presente decreto, nel quale risultano individuati
la provenienza geografica e gli estremi della decretazione
con cui si è riconosciuta la denominazione stessa, a
garanzia della rispondenza alle specifiche prescrizioni
normative.
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