Quando l'allevamento
del bestiame era regolato da ritmi naturali, e seguiva
il monotono avvicendarsi delle stagioni, si assisteva
al periodico spostamento delle mandrie che dalle stalle
di pianura o fondovalle, si trasferivano a fine primavera,
sui pascoli di alta montagna dove rimanevano per tutta
l'estate.
Al ritorno in pianura sul far dell'autunno
il bestiame consumava l'erba spuntata dopo il terzo
taglio del fieno, detta in Lombardia erba quartirola
e che costituiva l'ultima razione di erba fresca prima
dell'inverno.
Sembra che quest'erba desse al latte
un aroma particolare che si ritrovava poi nel formaggio
prodotto nel periodo tra settembre e ottobre detto appunto
quartirolo.
Questo tipico formaggio lombardo viene
oggi prodotto industrialmente tutto l'anno; appartiene
alla categoria degli stracchini e ricorda per tecnologia
e caratteristiche il più noto taleggio.
Nel 1993 il quartirolo lombardo ha
ottenuto la Denominazione di Origine Controllata che
ne individua la zona tipica di produzione nelle province
di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Milano, Pavia e
Varese.
Viene prodotto con latte vaccino intero
o parzialmente scremato proveniente da due o più mungiture.
La coagulazione è effettuata ad una
temperatura intorno ai 35-40 gradi in 25 minuti. La
rittura della cagliata avviene in due tempi separati
e regolati dall'evoluzione acida del siero fino alla
dimensione di una nocciola. La massa caseosa, mista
a siero, viene posta negli stampi e quindi stufata a
26-28 gradi da 4 a 24 ore. La salatura si effettua a
secco oppure in bagno di salamoia.
Il tipo a pasta tenera matura da 5
a 30 giorni.
Dopo 30 giorni è posto in commercio
con la dicitura "maturo".
Il Quartirolo di Monte è invece quello prodotto nella
malghe e si ottiene da latte appena munto, senza aggiunta
di fermenti; la stufatura non è artificiale e la salatura
è fatta secco.
La crosta è sottile, di colore bianco
rosato nei formaggi di prima stagionatura e grigio-verde
rossastro in quelli maturi. La pasta è unita, leggermente
grumosa con piccoli distacchi consentiti, friabile,
morbida e fondente col progredire della stagionatura.
Il colore varia dal bianco al giallo
paglierino con la stagionatura; il sapore è leggermente
acidulo da giovane, più aromatico e lievemente amarognolo
con la stagionatura.
Decr. Pres. Cons. Ministri 10.5.93
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio
"Quartirolo lombardo"
Art.1 - E' riconosciuta la denominazione di origine
al formaggio prodotto nell'area geografica di cui all'art.
2 ed avente i requisiti fissati agli artt. 3 e 4
Art. 2 - La zona di provenienza del latte, di trasformazione
e di elaborazione del formaggio "Quartirolo lombardo"
comprende il territorio amministrativo delle province
di Brescia, Bergamo Como, Cremona, Milano, Pavia e Varese.
Art. 3 - Il "Quartirolo lombardo" è un formaggio molle
da tavola prodotto con latte vaccino derivante da almeno
due mungiture, di cui quella o quelle successive alla
prima possono fornire latte intero o parzialmente scremato,
proveniente da vacche allevate esclusivamente nella
zona di produzione di cui all'art. 2, ottenuto nel rispetto
del processo tecnologico in quanto rispondente allo
standard produttivo seguente:
A) La coagulazione è effettuata con caglio di vitello
ad una temperatura compresa fra i 35 e i 40°C onde ottenere
la coagulazione entro 25 minuti; è consentita aggiunta
di latto-innesto derivante da precedenti lavorazioni,
effettuate esclusivamente nello stesso caseificio nel
quale avviene la lavorazione del latte. La prima rottura
della cagliata è seguita da un riposo più o meno lungo
in rapporto all'evoluzione dell'acidità del siero di
spurgo, quindi si ha una seconda rottura dalla quale
i grumi caseari risultano delle dimensioni di una nocciola
all'incirca. Dopo la rottura la cagliata mista a siero
viene posta in apposite forme dove, nef corso della
stufatura a 26-28°C, si struttura a formaggio, la stufatura
è protratta da un minimo di 4 ore ad un massimo di 24
ore a temperatura decrescente in rapporto alle caratteristiche
di acidificazione e di prosciugamento della pasta. La
salatura è effettuata a secco oppure in salamoia, con
durata variabile in base al peso, in locali con temperatura
da 10°-14°C. La stagionatura avviene in celle idonee
di una temperatura di 2-8°C e ad una umidità relativa
dell'85-90%; il periodo di maturazione si protrae da
cinque a trenta giorni per il tipo a pasta tenera, dopo
trenta giorni il prodotto viene posto in commercio come
"Quartirolo lombardo" maturo. Non è consentito alcun
trattamento di crosta.
B) Forma: Parallelepipeda quadrangolare a facce piane
con scalzo diritto
C) Dimensioni: diametro delle facce da 18 a 22 centimetri,
centimetri, altezza dello scalzo da 4 a 8 centimetri
con leggere variazioni in più o in meno in entrambe
le caratteristiche in rapporto alle condizioni tecniche
di produzione.
D) Peso variabile da 1,5 kg a 3,5 kg.
E) Crosta sottile e morbida, bianco rosata nei formaggi
di prima stagionatura e grigio-verde rossastra in quelli
maturi.
F) Pasta - struttura: unita, leggermente grumosa eventualmente
con piccoli distacchi ed anfrattuosità, friabile (senza
corona giallognola sotto la crosta) che diventa più
compatta, morbida e fusibile con il progredire della
stagionatura. Colore da bianco a bianco paglierino che
può divenire più intenso per il formaggio maturo.
G) Sapore: caratteristico, leggermente acidulo - aromatico
nel formaggio in prima stagionatura e più aromatico
in quello maturo.
H) Grasso sulla sostanza secca: non inferiore al 30%
per il prodotto ottenuto con latte parzialmente scremato.
Art. 4 - II formaggio a denominazione di origine "Quartirolo
lombardo" deve recare apposto all'atto della sua immissione
al consumo un contrassegno specifico, nel quale risultino
individuati la provenienza geografica, e gli estremi
della decretazione con cui si è riconosciuta la denominazione
stessa, a garanzia della rispondenza alle specifiche
prescrizioni normative.
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