Il taleggio rappresenta
uno dei numerosi e tipici esempi in cui la denominazione
di un prodotto deriva dalla zona di origine.
Proprio in Val Taleggio, nell'Alta
Bergamasca, sembra sia iniziata intorno al X-XI secolo
la produzione di questo formaggio, altresì noto in altri
tempi col generico nome di stracchino o stracchino quadro
di Milano.
Infatti questa parola lombarda non
definisce un solo formaggio, ma indica tutti quei formaggi
a pasta molle e del peso di circa un chilo, che in passato
venivano prodotti durante il periodo in cui le vacche
a fine estate scendevano dall'alpe al piano ed erano
quindi stanche, in dialetto "stracch" da cui appunto
stracchino.
Dalla vallata di origine, la produzione
del taleggio si è estesa a tutte le Prealpi lombarde
e quindi alle zone pianeggianti della Lombardia.
Oggi la sua fabbricazione, che si è
evoluta seguendo lo sviluppo della tecnologia casearia,
con costante attenzione alla qualità e alla tradizione,
si attua sia in moderni stabilimenti sia in piccoli
caseifici artigianali, espressione di specifiche realtà
ambientali.
Si può certamente affermare che il
taleggio è uno dei formaggi più tipici della Lombardia
e fino a pochi decenni fa era appunto questa regione,
e soprattutto Milano, il maggior centro di consumo.
Da allora, sfruttando i nuovi sistemi
di distribuzione, la caratteristica forma quadrata e
il gusto inconfondibile, il taleggio si è diffuso in
tutte le regioni italiane e anche all'estero, raccogliendo
sempre maggiori consensi grazie anche al suo alto valore
nutritivo e alla sua versatilità in cucina.
Il taleggio già da molti anni riconosciuto
formaggio tipico ha recentemente ottenuto il riconoscimento
più ambito della Denominazione di Origine Controllata.
Con apposito decreto oltre ai metodi
di lavorazione e alle caratteristiche merceologiche,
viene individuata una precisa zona di produzione che
in Lombardia comprende le province di Bergamo, Brescia,
Como, Cremona, Milano e Pavia alle quali si aggiungono
quelle di Novara e Treviso.
Dal 1979 inoltre il Consorzio per la
Tutela del Taleggio svolge attività di tutela della
produzione e del commercio, di difesa della denominazione
mediante l'uso del marchio registrato, favorisce il
miglioramento della qualità del prodotto, lo divulga
e ne promuove il consumo, in Italia e all'estero.
E' fabbricato con latte di vacca intero.
E' un formaggio grasso a pasta molle
e crosta lavata. Ha una caratteristica forma quadrata
con lati di 18-20 cm, lo scalzo è di 5-7 cm, il peso
è intorno ai 2 kg.
Per la coagulazione il latte viene
riscaldato a 32°-35°C e poi addizionato di idonei fermenti
e di caglio. La coagulazione si verifica in 15 minuti
circa; la rottura si effettua in due momenti. Con la
prima rottura si ricavano cubetti di 2-3 cm di lato:
dopo un riposo di 10 minuti, con la seconda rottura,
la cagliata è ridotta a grani della grossezza di una
noce. Dopo un ulteriore riposo di circa 5 minuti, si
passa all'estrazione della cagliata e la si inserisce
negli stampi di forma quadrata.
E' il momento della stufatura, che nel ciclo di produzione
rappresenta uno dei passaggi più importanti e delicati.
La temperatura di stufatura si aggira intorno ai 24°C
e la durata varia da 8-10 a 24 ore. Durante questa fase
vengono eseguiti numerosi rivoltamenti delle forme,
seguendo precise cadenze. In questo periodo si realizza
un'acidificazione della pasta e si completa l'espulsione
del siero. Alla stufatura fa seguito la salatura, che
nel sistema artigianale avviene a secco e richiede circa
4 trattamenti, mentre quello industriale utilizza la
salamoia, dove le forme stanno immerse per 8-10 ore.
La stagionatura è l'ultima fase del
ciclo di produzione. Avviene a temperatura di frigorifero
e ha una durata di 30-40 giorni. Ogni sette giorni le
forme vengono rivoltate e sulla loro superficie vengono
applicate delle spugnature con salamoia allo scopo di
impedire la crescita di muffe anomale e di far apparire
la classica colorazione rosata.
Il taleggio pronto per il consumo ha
una crosta rugosa di colore rosato, con morchia morbida
e sottile. Nelle zone vicino alla crosta, la pasta è
fondente e di colore paglierino, mentre risulta più
consistente, friabile e bianca nel centro.
Non è presente occhiatura.
Il sapore è dolce e delicato con sfumature
aromatiche.
A maturazione avanzata, il gusto si
fa invece decisamente piccante.
D.P.R. 15.9.88
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio
"Taleggio"
Art. 1 - Denominazione d'origine
A modifica di quanto stabilito dall'art. 2 del D.P.R.
30.10.55, n. 1269, la denominazione del formaggio "taleggio"
è riconosciuta come denominazione di origine e, pertanto,
non è più da considerare come "tipica".
Art. 2 - Zona di produzione
La zona di produzione del formaggio a denominazione
di origine "taleggio" comprende:
regione Lombardia l'intero territorio della provincia
di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Milano, Pavia;
regione Veneto l'intero territorio della provincia di
Treviso;
regione Piemonte l'intero territorio della provincia
di Novara.
Formaggio molle, grasso a pasta cruda, prodotto esclusivamente
con latte di vacca intero.
La salatura è effettuata a secco.
La maturazione avviene in 40 giorni circa.
Il formaggio maturo è usata da tavola e presenta le
seguente caratteristiche
forma parallelepipede quadrangolare;
scalzo diritto con facce piane;
peso medio di ogni forma da kg 1,7 a kg 2,2 con variazioni
in più o in meno, per entrambe le caratteristiche, in
rapporto alle condizioni tecniche di produzione;
crosta sottile e morbida, rosata;
pasta unita;
colore da bianco a paglierino;
sapore caratteristico, leggermente aromatico;
grasso sulla sostanza secca minimo 48%.
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