Gli ingredienti
sono latte di pecora pastorizzato, fermenti lattici,
caglio, sale.
E' un formaggio che parte dalla selezione
della fossa e del prodotto e punto sul rispetto della
tradizione con un'unica infossatura all'anno nel periodo
ideale che va da Agosto a Novembre.
Questa scelta inevitabilmente finisce
col rendere una minore quantità di prodotto ma elevando
ai massimi livelli la sua qualità.
L'irregolarità della forma, dovuta
alla stagionatura, e' uno dei fattori caratterizzanti.
Il colore può essere tra il giallo paglierino
chiaro e l'ambrato.
Al taglio presenta all'interno una pasta
normalmente ricca di occhiature, morbida, di colore
chiaro.
Al palato la struttura si presenta morbida-friabile
e solubile e il sapore dolce con rilevante piccantezza.
L'aroma di fungo può essere una sua caratteristica assieme
a quello di castagna lessa, al sentore di cantina, di
telo e di chiuso, che perde appena si mastica.
Un formaggio quindi che va meditato:
va assaporato poco per volta, lasciando che la saliva
svolga il suo compito, masticandolo lentamente. Solamente
in questo modo il formaggio sarà in grado di liberare
la sua enorme base aromatica messa a punto nei tre mesi
di "fossa".
Per l'abbinamento è consigliabile un
buon vino passito.
Ma anche un rosso piuttosto invecchiato
potra' riservare gradite sorprese.
Prende il nome di Formaggio di Fossa
il prodotto ottenuto rispettando una antichissima usanza
di stagionare il formaggio in grotte di tufo.
Questo avviene ogni anno a Talamello,
in provincia di Pesaro - Urbino vicino al crinale dell'Appennino
romagnolo-marchigiano.
L'inizio di tale consuetudine si perde
nel tempo e probabilmente fu più frutto di una necessità
che di una vera e propria tecnica della stagionatura.
Sappiamo che già ai tempi dei Romani
si conosceva l'usanza di "nascondere-stagionare" il
formaggio avvolto in teli nelle grotte.
Può essere così che un allevatore dopo
aver fatto il formaggio usasse, una volta salato ed
asciugato, avvolgerlo in teli e conservarlo in un luogo
che potesse garantire la giusta umidità, temperatura
costante e… "riservatezza". Il risultato fu estremamente
interessante: il formaggio aveva mutato, migliorando,
le sue caratteristiche organolettiche.
Così ancora oggi all'inizio di Agosto,
a Talamello, si rinnova la tradizione di mettere il
formaggio nelle fosse di tufo. La fossa viene prima
di tutto ripulita e "disinfettata" bruciando paglia
e sterpi al suo interno.
Le pareti vengono ricoperte di paglia
fissata con listelli di legno. I formaggi vengono messi
in sacchi di tela, legati come salami e posti nella
fossa fino a riempirla completamente.
Infine questa si chiude con un coperchio
di legno e si sigilla con gesso.
A questo punto, si deve aspettare Novembre
per degustare il formaggio di fossa "l'Ambra di Talamello"
così chiamato dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. |