Materia prima
utilizzata: latte ovino crudo di provenienza locale,
al latte appena munto si aggiunge caglio naturale di
provenienza locale (nella zona dei Monti Sibillini è
tipica la consuetudine di aromatizzare il caglio con
erbe locali).
E' possibile l'aggiunta di fermenti
lattici per guidare la fermentazione purché non vengano
alterate le caratteristiche tipiche del prodotto; la
rottura della cagliata si effettua delicatamente con
le mani o con attrezzi appositi in particelle della
dimensione di una nocciola per il prodotto fresco e
di un chicco di riso per lo stagionato; dopodiché si
lascia riposare per alcuni minuti.
Dopo queste operazioni, la massa viene
messa nelle fascere e pressata con il palmo delle mani
per favorire lo spurgo del siero; frequente la semicottura
della cagliata per il prodotto stagionato che avviene
a 45/48°.
La salatura si effettua a secco mettendo
le forme sotto sale fino ad un massimo di due giorni;
la maturazione avviene in ambiente fresco ed umidità
media, dove le forme vengono rigirate giornalmente e
lavate a giorni alterni con acqua e siero tiepido.
Frequente la stagionatura del prodotto
fino a oltre, un anno.
Il prodotto finito si presenta in forme
di altezza 6-10 cm, diametro 14-20 cm, peso kg 1-2,5;
forma cilindrica a facce piane e scalzo leggermente
convesso, crosta giallastra, pasta bianca scarsamente
occhiata di sapore sapido e pastoso delicatamente aromatico
(il formaggio stagionato ha la crosta unta di olio di
oliva di colore tendente al rossastro, pasta compatta
di colore giallo paglierino, gusto e aroma intensi).
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