E' un formaggio
a pasta filata che, per la particolare lavorazione assume
l'aspetto di un nastro intrecciato di colore bianco
al momento della preparazione, che si trasforma in una
tonalità giallognola, dopo qualche giorno.
Al latte bovino, crudo, viene aggiunto
del siero derivante dalla cagliata del giorno precedente.
Il tutto poi, viene posto in una caldaia
d'acciaio e viene portato ad una temperatura di 40°,
cui successivamente viene aggiunto caglio nella quantità
necessaria. In poco più di mezz'ora, la cagliata, raggiunge
la consistenza ottimale per permettere la rottura della
stessa con lo spino, quindi si lascia riposare per 5
minuti raccogliendo la pasta con le mani che viene messa
in un recipiente d'acciaio più piccolo.
Il siero, portato ad ebollizione, viene
messo un pò alla volta sulla pasta raccolta precedentemente
fino a ricoprirla interamente.
Tale composto viene lasciato riposare
per circa 3 ore, affinché la pasta maturi.
A questo punto la pasta viene tagliata
a strisce sottili di circa mezzo centimetro di spessore
che vengono messe in una bacinella d'acciaio versandovi
sopra, acqua bollente fino a ricoprirle interamente.
Con un cucchiaio di legno si rimesta
il tutto in modo tale da amalgamare la pasta, facendola
diventare un unico pezzo.
Tenendo sempre la pasta nell'acqua calda,
la si lavora formando tanti fili tondi di circa 1 cm
di diametro, passandoli poi in acqua fredda e lasciandoli
per 10 - 15 minuti, in modo che gli stessi assumano
consistenza.
I fili di pasta vengono poi passati
in un altro recipiente con acqua, in precedenza salata,
bollita e fatta raffreddare, restandovi per circa 20
minuti.
Successivamente, tolti i fili dall'acqua
e posti su di un tavolo ricoperto con una tovaglia di
cotone, si procede alla formazione della treccia.
Il prodotto può essere consumato subito
oppure dopo 6-7 giorni.
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