Il Castelmagno
ha origini antichissime.
Le prime notizie di un formaggio con
questo nome, utilizzato come forma di pagamento delle
gabelle dagli abitanti della zona, risalgono alla fine
del tredicesimo secolo; probabilmente la sua produzione
iniziò però ben prima, forse intorno all'anno mille.
Oggi il Castelmagno, classificato Doc
nel 1982, viene prodotto in grandi quantità nei comuni
di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana in provincia
di Cuneo.
Le stime sul suo consumo debbono tenere
inoltre conto del buon numero di prodotti simili che
vengono prodotti nelle vicinanze (Castelgiosina (Boves,
Lurisia, Roccavione etc.), il Roccaforte di Mondovì).
Il castelmagno viene prodotto a partire
da latte intero vaccino (con rare, eventuali aggiunte
di piccole percentuali di latte ovino e caprino) da
bestiame di razza piemontese alimentato a foraggio fresco
o fieno proveniente da prati misti o pascoli.
Viene considerato di particolare pregio
il formaggio ottenuto dagli allevamenti situati proprio
a Castelmagno.
Durante la lavorazione del Castelmagno
si porta il latte crudo a circa 37-38 gradi, aggiungendovi
caglio liquido. Dopo la coagulazione e la rottura della
cagliata, si lascia riposare il tutto per 35 minuti,
quindi viene raccolto in un telo (detto " risola " ),
pressato leggermente con le mani e appeso per circa
12 ore a sgocciolare. Dopo queste operazioni, la massa
viene depositata in un recipiente di legno e si lascia
riposare da 2 a 5 giorni. Quindi viene rimescolata,
pressata altri l0 minuti e infine riposta nelle fascere,
dove viene pressata con torchio per 1-3 giorni.
La salatura si effettua a secco sulle
forme, una volta liberate dalle fascere durante circa
48 ore.
Il Castelmagno ha un periodo di stagionatura
che va da due fino a cinque mesi circa, e che viene
trascorso in vere e proprie grotte naturali, fresche
ed umide, o in alcune cantine di Caraglio.
Una forma di Castelmagno ha generalmente
le seguenti caratteristiche:
altezza: cm 10-20
diametro: cm 15-20
peso: Kg 2-7
forma: cilindrica.
crosta: sottile, giallo-rossastra,
invecchiando diviene più scura e rugosa.
pasta: friabile, di colore bianco perlaceo
o giallognolo, se stagionato a lungo assume colore giallo
oro, con venature blu.
D.P.R. 16.12.82
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio
"Castelmagno"
Art.1 - È riconosciuta la denominazione di origine del
formaggio "Castelmagno" il cui uso è riservato al prodotto
avente i requisiti fissati con il presente decreto con
riguardo ai metodi di lavorazione ed alle caratteristiche
organolettiche e merceologiche derivanti dalla zona
di produzione delimitata nel successivo art. 3.
Art. 2 - La denominazione di origine "Castelmagno" è
riservata al formaggio avente le seguenti caratteristiche:
formaggio semigrasso pressato a pasta semidura erborinata,
prodotto con latte vaccino eventualmente addizionato
con piccole aggiunte di latte ovino e/o caprino spesso
parzialmente decremato per affioramento.
L'alimentazione base del bestiame vaccino ed eventualmente
ovino e caprino deve essere costituita da foraggi verdi
od affienati che derivano da prato, da pascolo e da
fieno di prato polifita.
Nella produzione viene impiegato latte proveniente da
due mungiture giornaliere.
Si produce per l'intero arco dell'anno.
Il latte deve essere coagulato in un tempo oscillante
tra i 30 e i 90 minuti ad una temperatura compresa tra
i 35° e i 38°C circa con caglio liquido.
Il formaggio deve essere prodotto con una tecnica caratteristica
e nella lavorazione della durata di circa sei giorni
devono essere effettuate adeguate pressature ed utilizzati
stampi idonei.
La salatura deve essere effettuata a secco.
Periodo di maturazione da due a cinque mesi in grotte
naturali fresche ed umide o comunque in locali che ripetano
dette condizioni ambientali.
È usato come formaggio da tavola e presenta le seguenti
caratteristiche:
forma: cilindrica a facce piane;
dimensioni: diametro da 15 a 25 cm, altezza dello scalzo
da 12 a 20 centimetri con variazioni in più o in meno
per entrambe le caratteristiche in rapporto ai mezzi
tecnici di produzione;
peso: da 2 a 7 kg;
colore della pasta: di colore bianco perlaceo o bianco
avorio se poco stagionato; di colore giallo ocrato con
venature blu verdastro se stagionato;
struttura della pasta: alquanto friabile se poco stagionato
o compatta se stagionato;
confezione esterna: se poco stagionato ha crosta sottile
di colore giallo rossastra, liscia, elastica e regolare;
se stagionato assume invece un colore più scuro, si
ispessisce e diventa rugosa;
sapore: fine delicato e moderatamente salato se poco
stagionato; saporito, forte e piccante se stagionato;
grasso sulla sostanza secca: minimo 34%.
Art. 3 - La zona di produzione ivi compresa la stagionatura
comprende gli interi territori amministrativi dei comuni
di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana ricadenti
nella provincia di Cuneo.
|