È la più antica
e prelibata tra le Robiole del Piemonte.
Le sue origini risalgono addirittura
ai Celti: il termine "Rubeola" stava infatti ad indicare
il tipico colore rossiccio assunto dalla crosta del
formaggio quando la stagionatura veniva prolungata nel
tempo.
Nelle Langhe il Murazzano è quasi l'emblema
di una radicata tradizione contadina che vede nella
robiola un'essenziale fonte di sostentamento, frutto
del duro lavoro della terra.
Non ci si deve quindi stupire se le
origini sono ammantate di leggenda.
La più celebre tra tutte narra le peripezie
di un tal Gioanin di Murazzano.
Questi era un ragazzo lasciato dal padre a guardia delle
tome; durante la sua attività venne beffato da un corvo
che, penetrato nella casera, fuggì con una forma stretta
nel becco. Gioanin lo inseguì per colline e valloni
sino al forte di Ceva, famigerato rifugio di demoni
e di streghe. Tra le mura in rovina trovò una tavola
preparata per due; il giovane si sedette , stanco e
affamato, gettandosi sull'abbondante cibo. Tra tuoni
e fiamme ecco allora apparire Satana in persona che
apostrofò l'incauto ragazzo con la seguente frase:"Hai
mangiato il mio pranzo dovrai seguirmi all'inferno!"
Gioanin, senza perdersi d'animo, chiese allora la grazia
di poter bere ad un pozzo prima di iniziare il tremendo
viaggio. Satana glielo concesse ma il giovane, con scaltrezza,
lo fece precipitare nell'acqua essendo a conoscenza
del fatto che i diavoli non sanno nuotare. Il furbo
Gioanin fu quindi in grado di barattare la salvezza
del demone con la propria libertà, la restituzione della
toma ed un sacco di monete d'oro.
La Robiola di Murazzano, che quindi
si può ben definire "un formaggio da favola", si presenta
all'origine fresca e grassa, prodotta nel caratteristico
formato tondo e compatto.
Secondo la tradizione dovrebbe essere
utilizzato solo latte di pecora ma, recentemente, le
forti richieste di mercato hanno imposto l'uso di una
parte di latte bovino.
Il decreto presidenziale che attesta
la denominazione d'origine di questa preziosa toma fissa
le percentuali massime di latte non ovino da utilizzare,
collocandole al di sotto del 40%.
Normalmente il Murazzano viene consumato
alla conclusione del pasto, in assoluta solitudine o
abbinato ad altri formaggi piemontesi.
Ideale è la degustazione con pepe e
olio extravergine di oliva.
Per quanto concerne i vini non ci si
dovrebbe allontanare dalle Langhe; notevole è l'abbinamento
con il Barbera d'Alba.
VALORI NUTRIZIONALI
Umidità 50% +/-10
Grasso s/s 56% +/-6
Proteine s/s 38% +/-4 > 53% se Murazzano
prodotto con latte ovino al 100%
Ceneri 5% +/-1
Acido lattico 2% +/-1
D.P.R. 16.12.82
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio
"Murazzano"
Art. 1 - È riconosciuta la denominazione di origine
del formaggio "Murazzano" il cui uso è riservato al
prodotto avente i requisiti fissati con il presente
decreto con riguardo ai metodi di lavorazione ed alle
caratteristiche organolettiche e merceologiche derivanti
dalla zona di produzione delimitata nel successivo art.
3.
Art. 2 - La denominazione di origine "Murazzano" è riservata
al formaggio avente le seguenti caratteristiche: formaggio
grasso a pasta fresca, prodotto con latte ovino in purezza
o con latte misto ovino in misura minima del 60% con
eventuali aggiunte di latte vaccino in misura massima
del 40%.
L'alimentazione del bestiame ovino ed eventualmente
vaccino deve essere costituita da foraggi verdi od affienati
provenienti dalla zona di produzione.
Nella produzione viene impiegato latte proveniente da
due mungiture giornaliere.
Si produce per l'intero arco dell'anno.
Il latte deve essere coagulato ad una temperatura di
37°C circa con caglio liquido.
Il formaggio deve essere prodotto con una tecnologia
caratteristica utilizzando forme cilindriche a fondo
forellato. Durante il periodo di stagionatura il formaggio
deve essere giornalmente lavato rapidamente con acqua
tiepida.
La salatura deve essere effettuata a secco.
Periodo di stagionatura da quattro a dieci giorni.
È usato come formaggio da tavola e presenta le seguenti
caratteristiche:
forma: cilindrica con facce piane, leggermente orlate;
dimensioni: diametro di 10-15 centimetri circa, scalzo
di 3-4 centimetri circa con variazioni in più o in meno
in rapporto ai mezzi tecnici di produzione;
peso: da 300 a 400 grammi;
colore della pasta: morbida, leggermente consistente,
a volte con alcune occhiature, finemente granulosa;
non vengono usati né pigmenti coloranti né aromi particolari;
confezione esterna: forma priva di crosta, a volte di
colore bianco latte per le forme fresche, a volte con
una leggera patina di colore paglierino chiaro per le
forme più stagionate;
sapore: fine, delicatamente profumato e con gradevole
sapore che ricorda il latte ovino;
grasso sulla sostanza secca: minimo 50%. Il formaggio
"Murazzano" prodotto al 100% con latte ovino con titolo
di grasso sulla sostanza secca minimo 53%a può portare
sulla confezione o su apposita etichetta la menzione
di "latte di pecora".
Art. 3 - La zona di produzione ivi compresa la stagionatura
comprende gli interi territori amministrativi dei comuni
di: Arguello, Belvedere Langhe, Bergolo, Bonvicino,
Borgomale, Bosia, Bossolasco, Camerana, Castelletto
Uzzone, Castellino Tanaro, Castino, Ceretto Langhe,
Cissone, Cortemilia, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno,
Gottasecca, Igliano, Lequio Berria, Levice, Marsaglia,
Mombarcaro, Monesiglio, Murazzano, Niella Belbo, Paroldo,
Perletto, Pezzolo Valle Uzzone, Prunetto, Roascio, Sale
Langhe, Saliceto, San Benedetto Belbo, Serravalle Langhe,
Somano, Torre Bormida, Torresina, Ciglié Roccaciglié,
Albaretto Torre, Rocchetta Belbo, Benevello, Montezemolo,
Sale San Giovanni, Clavesana, Bastia Mondovì, Ceva,
Priero, Castelnuovo di Ceva.
|