Pezzatura: 6-8
Kg,; diametro 30-35 cm; scalzo concavo, 10 cm circa.
Il latte della sera, parzialmente scremato
per affioramento, è miscelato con il latte del mattino
e scaldato a 38-40°C. Si aggiunge caglio liquido o in
polvere; si attende per un’ora e si procede con la rottura
della cagliata a chicco di riso o mais. In seguito si
effettua un eventuale riscaldamento a non più di 45
°C e, dopo una sosta di circa 10’, si ha l’estrazione
e il deposito in fascere con una pressatura manuale;
la cagliata è anche rotta e impastata con le mani.
Il formaggio è rivoltato una prima volta,
si toglie il telo e si lascia il tutto nella fascera.
Attualmente si tende ad integrare la
pressatura manuale con quella meccanica. Seguono altri
rivoltamenti; il primo dopo mezz’ora o un’ora, gli altri
ad intervalli di 3- 4 ore.
Il giorno successivo si estrae il formaggio
dalle fascere.
Si prosegue con un affinamento di circa
una settimana su assi di legno.
La salatura si effettua generalmente
in salamoia (immersione per 36 ore).
Segue l’asciugatura e lo strofinamento
con straccio imbevuto di salamoia, una volta al giorno
per almeno 7-10 giorni (a questo punto la crosta comincia
a prendere colore).
Segue la stagionatura di durata variabile.
Prodotta nella provincia di Biella.
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