Questo formaggio
ha una forma cilindrica, con facce piane e con diametro
di 25 – 35 cm e con scalzo diritto di 12 – 18 cm; il
suo peso si aggira tra i 5 e i 12 Kg..
A due o tre mesi di stagionatura si
presenta esteriormente con una crosta compatta e ruvida,
dura, irregolare di colore giallo rossastro.
Tradizionalmente si produceva in alpeggio.
Per la lavorazione di questo prodotto
si utilizza il latte ottenuto dalla mungitura della
sera: il latte, dopo la mungitura, viene stoccato caldo
nella stessa caldaia di lavorazione e si lascia raffreddare
in modo naturale (per 12 ore circa). Il latte così acidificato
e privato della panna di affioramento, viene miscelato
talvolta con il latte del mattino. Si porta la temperatura
a 38-40°C, si aggiunge caglio in polvere (un misurino
per 120-150 litri). Il tempo di coagulazione è di circa
un’ora; effettuata la rottura a chicco di riso e le
agitazioni necessarie per dare consistenza alla cagliata
il formaggio viene estratto, avvolto in tela. Si lascia
sgrondare per 15’ effettuando una pressatura manuale.
Si aggiunge sale e si impasta la cagliata con le mani.
Le forme sono poi messe in stampi dove subiscono una
forte pressione per circa 24 ore, durante le quali vengono
rivoltate due o tre volte.
Tolti dalle forme, i formaggi sono ancora
salati a secco (12 ore per faccia).
La stagionatura su assi di legno si
protrae per 2 – 5 mesi.
Prodotta nel territorio della Valle
di Susa, in provincia di Torino. |