Il Fiore sardo
è per tradizione prodotto con latte intero crudo di
sola pecora (oggi però la produzione industriale usa
anche latte misto ovino e vaccino pastorizzato), pecora
che tra l'altro appartiene ad una razza autoctona di
origini antichissime, come antichissime sono le origini
di questo formaggio che risalgono alla preistoria.
Quello più verace è quello prodotto
dai pastori di montagna nelle loro capanne (costruzioni
caratteristiche con foco- lare centrale) dette "pinnette".
Viene prodotto in tutta la regione
in forme cilindriche con scalzo a schiena di mulo del
peso oscillante tra 1 e 5 chili.
Esternamente le forme presentano una
crosta dura di colore deciso che va dal giallo al marrone
scuro.
La pasta ha colore giallo paglierino
e si presenta più morbida o più dura secondo il grado
di stagionatura.
Le forme prodotte artigianalmente dai
pastori nelle capanne hanno un leggero sentore di affumicato
che caratterizza questo formaggio.
La tecnica di lavorazione adottata
dai pastori è quella tradizionale. Si utilizza il latte
crudo di una sola mungitura. Lo si mette nella caldaia
(che sostituisce la tinozza di legno di un tempo, unica
concessione al moderno), lo si porta alla temperatura
di 35º-37º C e lo si fa coagulare per 20-30 minuti con
caglio in pasta di capretto o agnello. Ottenuta la cagliata
si procede alla rottura della medesima con un attrezzo
denominato "chiova".
La cagliata viene tagliata e messa
in forma negli stampi che vengono poi immersi in acqua
calda allo scopo di ottenere una crosta più spessa.
Pressata manualmente la cagliata viene fatta spurgare
per circa sei ore. La salatura avviene in salamoia o
a secco. La prima fase di maturazione si svolge all'interno
della capanna in cui viene lavorato: le forme vengono
messe prima a riposare sopra una incannucciata so- spesa
sul focolare, quindi passano in un soppalco costruito
sotto il tetto.
Per la stagionatura vera e propria
(che va da due a otto mesi) le forme passano in locali
seminterrati e freschi 12 a 16ºC) dove sono periodicamente
rivolta- te ed unte con olio e grasso di pecora. E'
un formaggio dal sapore caratteri- stico e deciso, che
diventa piccante con la stagionatura. E' molto usato
come formaggio da tavola, ma se molto avanti nella stagiona-
tura è ottima anche da grattugia. Ha un contenuto di
proteine pari al 30%, di grassi pari al 25%.
D.P.R. 30.10.55 n. 1269
Riconoscimento delle denominazioni circa i metodi di
lavorazione, caratteristiche merceologiche e zone di
produzione dei formaggi
Formaggio a pasta dura cruda, prodotto esclusivamente
con latte intero di pecora, fresco, coagulato con caglio
di agnello o di capretto. La pasta è modellata con particolari
stampi per conferire alle forme l'aspetto caratteristico.
Dopo una breve sosta in salamoia le forme vengono salate
a secco.
È usato da tavola quando non supera i tre mesi di stagionatura,
o da grattugia se la stagionatura ha superato i sei
mesi.
Presenta le seguenti caratteristiche:
forma costituita da due tronchi di cono molto schiacciati
a basi orizzontali, unite fra loro rispettivamente per
la base maggiore e conferenti quindi allo scalzo la
forma a "schiena di mulo";
peso: da kg 1,500 a kg 4, con variazioni, in più o in
meno, in rapporto alle condizioni tecniche di produzione;
crosta da giallo carico a marrone scuro;
pasta bianca o giallo paglierino;
sapore più o meno piccante a seconda dello stadio della
maturazione;
grasso sulla sostanza secca: minimo 40%.
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