Le origini di
questo formaggio risalgono al XI secolo a.C. Omero parla
di una bevanda a base di formaggio caprino grattato.
Anche Aristotele, nel IV secolo a.C. si sofferma sulle
tradizioni casearie siciliane esaltando il gusto del
latte caprino mescolata con il latte vaccino o di pecora.
Nel periodo Romano, II secolo a.C., Varrone pone l'accento
sulle qualità nutrienti del latte di capra e dei formaggi
caprini.
Un accenno alla bontà del formaggio
caprino appare nel "Corso compiuto di agricoltura teorica
pratica ed economica" dell'abate Rozier intorno al XVIII
secolo. La tecnologia di trasformazione è illustrata
nel già citato libro del Campisi.
Formaggio a pasta dura, cruda prodotto
nell'intero territorio siciliano.
Derivato da latte di capra intero,
crudo; microflora naturale; caglio con pasta di capretto,
a volte di agnello; pascolo ricco di essenze spontanee
raramente integrato con alimentazione in stalla.
Il formaggiu ri capra (formaggio di
capra siciliano) viene ancora prodotto con tecniche
tradizionali. Il latte coagula in una tina di legno
a 34-35°C con caglio in pasta di capretto e/o agnello
in circa 45'. La cagliata viene fatta spurgare con le
mani dopo essere stata posta in canestri di giunco "fascedde"
che lasciano sulla superficie una particolare modellatura.
All'atto dell'incanestratura può essere aggiunto pepe
nero in grani o fiocchi di peperoncino, viene quindi
scottata per circa 4 ore con scotta calda, posta su
un tavoliere di legno ad asciugare; il giorno successivo
alla produzione viene praticata a mano la salatura a
secco sull'intera superficie della forma.
Dopo 10 giorni la forma viene trattata
nuovamente e può subire un'altra salatura a distanza
di altri 10 giorni circa.
La stagionatura richiede da 2-3 giorni,
ad oltre 4 mesi. Ha la forma è cilindrica a facce piane
o lievemente concave; la crosta è bianca-giallognola,
con la superficie rugosa per la modellatura lasciata
dal canestro e viene cappata con olio; la pasta è compatta,
bianca o paglierina con occhiatura scarsa. Il sapore
è piccante. Pesa circa 3 Kg..
Attrezzature storiche: tina di legno,
rotula di legno, cisca di legno, tavoliere di legno,
canestri di giunco "fascedde" caldaia di rame stagnato.
Fuoco diretto legna-gas.
Locali di stagionatura: sono dei locali
asciutti e freschi dove le forme vengono sistemate negli
scaffali di legno singolarmente o disposte in coppia
l'una sull'altra.
Si riscontrano inoltre cantine e grotte.
Denominazioni ricorrenti del prodotto:
Tuma fresca senza alcuna salatura. Primosale indica
un formaggio fresco di 8-10 giorni circa che ha subito
la salatura a secco esterna.
Secondosale indica un formaggio semistagionato
di 2-3 mesi circa che ha subito la salatura a secco.
Stagionato indica un formaggio, salato
con le stesse modalità, la cui maturazione supera i
3-4 mesi.
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