Questo formaggio
è molto apprezzato e ricercato in Sicilia.
Da alcune testimonianze della cultura
folkloristica siciliana si ritiene che esso abbia fatto
la sua comparsa intorno al '600 in occasione della sagra
della maiorchina. Le tecniche di produzione tradizionali
sono state illustrate in maniera esaustiva nel libro
di Carmelo Campisi "Pecore e pecorino della Sicilia"
del 1933.
E' un formaggio a pasta dura, cotta
prodotto nei comuni di Santa Lucia del Mela, Novara
di Sicilia, Basicò, Tripi, Mazzarrà Sant'Andrea, Fondachelli,
Montalbano di Elicona sul versante nord dei Monti Peloritani.
Derivato da latte di pecora intero,
crudo; microflora naturale; caglio pasta di agnello
e/o capretto prodotto in azienda; pascolo naturale e
coltivato con integrazione di foraggi e concentrati
in stalla in quantità variabile rispetto alla stagione
foraggera.
Il maiorchino viene ancora prodotto
con antiche tecniche tradizionali. Il latte coagula
a 39°C con caglio in pasta di agnello e/o capretto.
Dopo la rottura della cagliata si riscalda fino a circa
60°C. I bravi casari riescono a raccogliere a mano la
cagliata in un'unica massa sferica, che viene posta
in una fascera "garbua" e poi poggiata su un piano di
legno "mastrello".
Particolarità della lavorazione sta
nel fatto che la pasta viene bucherellata con una sottile
asta di ferro o di legno "minacino" per favorire lo
spurgo del siero e quindi viene poi pressata nella fascera
di legno "garbua". Dopo un giorno viene tolto dalla
fascera e posto su dei ripiani di legno di noce.
Le forme dopo 2 giorni vengono salate
a secco con sale marino grosso; la salatura varia da
20 a 30 giorni; durante i primi 2 mesi il formaggio
va pulito, strofinato e rivoltato; dal 3° mese in poi
viene trattato con olio di oliva.
Un buon Maiorchino si ottiene dopo circa
8 mesi di stagionatura.
Ha crosta di colore giallo ambrato
tendente al marrone all'avanzare della stagionatura,
la pasta è di colore giallo paglierino caratteristico,
la consistenza è compatta.
Il sapore è delicato, tendente al piccante
se più stagionato.
Pesa circa 10-12 Kg. con uno scalzo
di 12 cm. ed un diametro di 35 cm..
Attrezzature storiche: caldaia di rame
stagnato, bastone di legno "brocca", fascera di legno
"garbua", tavoliere di legno "mastrello", asta di ferro
o di legno "minacino", tavoliere di legno. Fuoco diretto
legna-gas.
Locali di stagionatura: la stagionatura
avviene in costruzioni di pietra, "interrati", tipiche
della zona nelle quali la termoigrometria si mantiene
costante per tutto l'anno. Si riscontrano inoltre cantine,
grotte e locali freschi ed umidi dotati di scaffali
ed altri materiali in legno .
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