Il nome pecorino,
nell'industria genericamente usato sia per indicare
i formaggi fatti con latte di pecora, sia per i prodotti
di specifiche zone dell'Italia centrale, meridionale
e insulare.
Plinio il Vecchio, nella sua monumentale
Storia Naturale, accenna in alcuni passi alla produzione
del Pecorino in Toscana. A metà del 1800 era già un
formaggio specifico preparato con precise tecniche di
procedura.
Ai tempi nostri, il riconoscimento DOC
arriva nel 1986, mentre il Consorzio di Tutela, raggruppa
20 produttori.
Il colore della crosta è giallo con
varie tonalità: in particolare, caratteristica è quella
color giallo carico per il tipo a pasta tenera.
La pasta è bianca-paglierina nel pecorino
tenero e paglierina in quello a pasta dura.
La tecnologia di produzione prevede
che il latte debba essere coagulato a una temperatura
compresa tra 35° e 38°C e il caglio utilizzato debba
essere di vitello. La coagulazione si verifica in 20-25
minuti. Può essere praticato l'inoculo con fermenti
lattici selezionati dall'area di produzione.
La rottura della cagliata è spinta fino a ottenere grumi
della grandezza di una nocciola se il formaggio dovrà
essere a pasta tenera. Per quello a pasta semidura,
la dimensione da raggiungere è quella di un chicco di
mais.
La cagliata può essere sottoposta a cottura, a 40°-42°C
per 10-15 minuti. A cottura ultimata la cagliata è immessa
in apposite forme per lo sgrondo del siero. Per migliorare
la fuoriuscita del liquido viene effettuata una pressatura
manuale o una stufatura a vapore.
La salatura generalmente avviene per
immersione in salamoia, ma può anche essere effettuata
a secco.
La maturazione avviene a temperatura
da cantina.
Il pecorino a pasta tenera necessita
di almeno 20 giorni di stagionatura, quello a pasta
semidura di almeno 4 mesi.
La forma del prodotto finito è cilindrica
a facce piane, dal diametro variabile tra 15 e 22 cm;
lo scalzo è leggermente convesso, di altezza compresa
tra 7 e 11 cm. In ogni caso lo scalzo non deve mai superare
la metà del diametro.
Il peso delle forme varia da 1 a 3 kg.
Il sapore è delicato, con una leggera vena piccante.
La zona di produzione e di stagionatura
comprende tutta la Toscana, i territori dei comuni umbri
di Allerona e Castiglione del Lago e i territori dei
comuni laziali di Acquapendente, Onano, S. Lorenzo Nuovo,
Grotte di Castro, Gradoli, Valentano, Farnese, Ischia
di Castro, Montefiascone, Bolsena, Capodimonte.
Tutte le forme di pecorino toscano devono recare il
contrassegno rilasciato dal consorzio.
Sia per il contenuto di proteine nobili,
sia per la ricchezza di vitamine del tipo A, B1, B12
e PP. è considerato un alimento completo.
D.P.R. 17.5.86
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio
"Pecorino toscano"
Art.1 - È riconosciuta la denominazione di origine del
formaggio "Pecorino toscano" il cui uso è riservato
al prodotto avente i requisiti fissati con il presente
decreto con riguardo ai metodi di lavorazione ed alle
caratteristiche organolettiche e merceologiche derivanti
dalla zona di produzione delimitata dal successivo art.
3.
Art. 2 - La denominazione di origine "Pecorino toscano"
è riservata al formaggio avente le seguenti caratteristiche:
formaggio a pasta tenera o a pasta semidura, prodotto
esclusivamente con latte di pecora intero;
l'alimentazione base del bestiame ovino deve essere
costituita da foraggi verdi o affienati provenienti
dai pascoli naturali della zona con eventuali integrazioni
di fieno e di mangimi semplici concentrati.
Si produce da settembre a giugno.
Il latte deve essere coagulato ad una temperatura compresa
tra i 35° e i 38° con aggiunta di caglio di vitello
onde ottenere la coagulazione del latte entro 20-25
minuti.
È consentito l'uso di fermenti lattici selezionati e
di enzimi lipolitici di ausilio alla maturazione.
Il formaggio deve essere prodotto con una tecnologia
caratteristica e nella lavorazione si provvede alla
rottura della cagliata fino a che i grumi abbiano raggiunto
le dimensioni di una nocciola per il formaggio a pasta
tenera e di un chicco di granoturco per quello a pasta
semidura.
Per la preparazione di quest'ultimo la cagliata potrà
altresì essere sottoposta ad un trattamento termico
(cottura) a 40-42° per 10-15 minuti.
Dopo la rottura e l'eventuale cottura la cagliata viene
messa in apposite forme per lo sgrondo del siero.
Lo spurgo o sineresi viene effettuato tramite pressatura
manuale oppure con stufatura a vapore per un periodo
variante da 30 a 150 minuti.
Il tempo di permanenza maggiore è riservato al formaggio
a pasta semidura.
La salatura è effettuata in salamoia al 17-19% di cloruro
di sodio.
La permanenza, riferita a kg di peso, è di almeno otto
ore per il pecorino a pasta tenera e di almeno 12-14
ore per il pecorino a pasta semidura. La salatura deve
essere eseguita anche con aggiunta diretta di sale.
Il "Pecorino toscano" può essere trattato esternamente
con un antimuffa e deve essere maturato in idonee celle
ad una temperatura di 8-10°C ed una umidità relativa
all'80-90%.
Il periodo di maturazione si protrae da venti a quaranta
giorni per il tipo a pasta tenera e deve essere non
inferiore a quattro mesi per il tipo a pasta semidura.
È usato come formaggio da tavola o da grattugia.
Presenta le seguenti caratteristiche:
forma cilindrica a facce piane con scalzo leggermente
convesso;
dimensioni: diametro delle facce da 15 a 22 cm, altezza
dello scalzo da 7 a 11 cm con variazioni in più o in
meno in entrambe le caratteristiche in rapporto alle
condizioni tecniche di produzione fermo restando che
lo scalzo non deve mai superare la metà del diametro.
Gli scalzi più elevati rispetto al diametro, saranno
preferiti nelle forme a pasta semidura;
peso: da 1 a 3 kg;
confezione esterna: crosta di colore giallo con varie
tonalità sino al giallo carico nel tipo a pasta tenera;
per il tipo a pasta semidura il colore della crosta
può eventualmente dipendere dai trattamenti subiti;
colore della pasta: di colore bianco leggermente paglierino
per il tipo a pasta tenera, di colore leggermente paglierino
o paglierino per il tipo a pasta semidura;
struttura della pasta: pasta a struttura compatta e
tenace al taglio per il tipo a pasta semidura con eventuale
minuta occhiatura non regolarmente distribuita;
sapore: fragrante accentuato, leggermente piccante;
grasso sulla sostanza secca: per il prodotto stagionato
non inferiore al 40% e per il prodotto fresco non inferiore
al 45%.
Art. 3 - La zona di produzione e di stagionatura del
formaggio di cui sopra comprende: l'intero territorio
della regione Toscana, l'intero territorio dei comuni
di Allerona e Castiglione del Lago ricadenti nella regione
Umbria e l'intero territorio dei comuni di Acquapendente,
Ónano, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli,
Valentano, Farnese, Ischia di Castro, Montefiascone,
Bolsena e Capodimonte, ricadenti nella regione Lazio.
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