I1 luogo di origine
di questo formaggio coincide con la zona che gli dà
il nome: l'altopiano di Asiago.
E non si tratta certo di un caso visto
che l'area si presenta caratterizzata da terreni fertili
e ricchi di ottimo foraggio che, val la pena ricordarlo
è sempre uno degli elementi essenziali nel determinare
qualità e caratteristiche peculiari di un formaggio.
Anche la tecnica casearia ha origini
locali.
Già nell'anno 1000 l'altopiano dei
Sette Comuni era rinomato luogo di pascolo per le greggi,
da cui si ricavava ottima lana e un gustoso formaggio
di pecora.
Ne è traccia l'uso, ancora in voga
tra i vecchi montanari del luogo, di chiamare col termine
dialettale di "pegorin" l'attuale Asiago, pur essendo
questo oggi prodotto esclusivamente con latte vaccino.
Bisogna infatti aspettare l'inizio del
XVI secolo perché il progressivo diffondersi dell'allevamento
bovino avvenga anche nelle valli dell'Alto Vicentino.
Numerose coincidenze spingevano allora
per l'abbandono degli ovini in favore del più vantaggioso
e impegnativo allevamento dei grossi capi da latte.
Prima fra tutte una più diffusa attenzione
per i prati da taglio che, se ben curati, permettevano
produzioni foraggiere decisamente più cospicue di quelle
ottenibili dal tradizionale sfruttamento dei pascoli.
Ma intervennero anche motivazioni prettamente
commerciali. Ad Asiago non mancava una discreta predisposizione
imprenditoriale e ben presto i commercianti locali si
accorsero che in città i prodotti vaccini (vitelli,
formaggi, burro) erano più richiesti e meglio pagati
di quelli ottenibili dalle greggi.
Durante la lunga fase di adattamento
della zootecnia montana che ne seguì, nacque spontanea
l'esigenza di dare al prodotto caseario del luogo regole
di lavorazione via via più precise e definite che uniformassero
e rendessero riconoscibile il formaggio ivi prodotto.
E nacque l'Asiago.
La sua fortuna e fama sono comunque
abbastanza recenti.
Perché un prodotto si diffonda e abbia
successo, è infatti necessario che il mercato ne possa
disporre di una certa quantità.
Questa iniziò a crescere alla fine dei
secolo scorso quando la produzione dell'Asiago si estese
alla parte pedemontana, nelle zone di pianura ed anche
nelle vicine malghe trentine.
Al fine di garantirne qualità e caratteristiche,
la zona di produzione è attualmente delimitata in modo
molto preciso dal decreto presidenziale (DPR 21 dicembre
1978) che riconosce all'Asiago, che già nel 1955 godeva
della denominazione tipica, la denominazione di origine.
Tale supremo riconoscimento è riservato
"a formaggi prodotti in zone geograficamente limitate
osservando usi locali leali e costanti, le cui caratteristiche
merceologiche derivano prevalentemente dalle condizioni
proprie dell'ambiente di produzione".
Nel caso dell'Asiago questo ambiente
di produzione si estende su quattro province: l'intero
territorio di Vicenza e Trento e parte dei comuni delle
province di Padova e di Treviso.
A vigilare strettamente sul luogo di
origine del prodotto, ma anche sulle sue caratteristiche
merceologiche, ci pensa il Consorzio per la tutela del
Formaggio Asiago. Sorto nel 1979 fra 56 produttori,
tale struttura associativa svolge attualmente un ruolo
di primaria importanza anche nel fornire ad allevatori
e trasformatori ogni tipo di consulenza tecnica utile
al mantenimento di una qualità costantemente elevata.
Tra le iniziative da questo promosse
va ricordata l'attenzione alla presenza pubblicitaria
e gli interventi a sostegno della qualificazione e aggiornamento
delle maestranze casearie, realizzati avvalendosi della
collaborazione dell'istituto lattiero-caseario e di
biotecnologie agroalimentari di Thiene.
Sempre sotto il controllo del consorzio
avviene la gestione del marchio di origine. Tale contrassegno
che ha anche lo scopo di salvaguardare il consumatore
dalla confusione con formaggi similari prevede che venga
riportata su ogni forma il marchio consortile con indicato
il numero del caseificio, la sigla della provincia e
la scritta "Asiago" impressa sullo scalzo (la parte
laterale della forma).
Due sono i tipi di Asiago reperibili
in commercio.
Il primo, più antico, viene denominato
Asiago d'allevo ed è senz'altro il più vicino ai gusti
e alla tradizione dei vecchi montanari altopianesi.
E' detto "di allevo" perché la stagionatura ne costituisce
un vero e proprio "allevamento" condotto con particolare
cura in appositi locali.
Viene fatto utilizzando esclusivamente
latte di vacca lasciato riposare da sei a dodici ore
in apposite vaschette, al fine di permetterne la scrematura.
La provenienza è principalmente da bovine
di razza frisona e in misura minore (40%) da bruno-alpine.
Più raramente viene utilizzato il latte di due mungiture,
di cui solo la prima viene scremata, ottenendo così
una maggiore percentuale di grasso nel formaggio.
Segue la lavorazione in caldaia e la
successiva estrazione della cagliata, la cui forma viene
modellata in apposite fascere in legno e successivamente
in altre di materiale plastico per imprimervi il marchio
doc. La salatura viene fatta con la salamoia o eventualmente
a secco, utilizzando sale grosso da cucina. A seconda
della durata della successiva stagionatura si distinguono
due tipi di Asiago d'allevo: quello "mezzano", maturo
in 3-5 mesi, e quello "vecchio", dal sapore leggermente
piccante, stagionato per 9 mesi e più. Una volta uscito
dal magazzino di stagionatura, l'Asiago d'allevo si
presenta con forme alte 9-12 cm., facce piane del diametro
di 30-36 e un peso che varia dai 9 ai 12 Kg. La pasta
interna è tipicamente compatta, granulosa, di colore
paglierino e con occhiatura sparsa di piccola o media
grandezza. Il gusto, specie nelle forme più vecchie,
è tipico e dotato di forte personalità.
L'altro tipo di Asiago prodotto, Asiago
pressato, va riservato invece a chi preferisce formaggi
dal sapore meno deciso, più morbido, dolce e delicato.
La sua riuscita commerciale, anche per merito del Consorzio
di tutela, il quale ne ha promosso la diffusione puntando
sul suo gusto che risponde particolarmente bene alle
attuali richieste del mercato, è stata notevole, tanto
che attualmente produzione e vendita del "pressato"
raggiungono i 130.000 quintali annui, contro i circa
37.000 dell'Asiago d'allevo.
A differenza di quest'ultimo si tratta
di un formaggio ottenuto da latte intero, e quindi più
grasso, con un tempo di maturazione molto breve (20-40
giorni). Viene generalmente prodotto nei caseifici di
una certa dimensione ubicati nelle zone di pianura ed
ha una tecnica di produzione del tutto simile, salvo
alcuni dettagli relativi soprattutto alla temperatura
di cottura della cagliata e al metodo di salatura, a
quella utilizzata per l'Asiago d'allevo. Oltre che il
sapore più dolce della pasta, lo differenzia il colore
più chiaro, la crosta più sottile ed elastica e la maggiore
altezza delle forme (fino a 15 cm).
Anche dal punto di vista nutrizionale
i due tipi di Asiago presentano qualche differenza e
peculiarità.
L'Asiago di allevo è percentualmente
più ricco in proteine, ha un minore contenuto in grassi
ed è più facilmente digeribile grazie soprattutto alle
delicatissime trasformazioni chimico-fisiche che si
verificano durante il relativamente lungo periodo di
stagionatura.
E' un ottimo formaggio da tavola, particolarmente
apprezzato in tutto il Triveneto.
Se stagionato oltre l'anno (i buongustai
apprezzano le forme maturate per più di due anni che
chiamano "stravecchie" e in particolare quelle del Passo
di Vezzena sul versante trentino dell'Altopiano) è anche
un ottimo formaggio da grattugia.
La sua antica storia lo ha fatto inoltre
entrare come indispensabile ingrediente in numerosi
piatti tipici della regione (polenta pasticciata, raviolini,
"sopa coada", ed altri). Il gusto deciso ne rende obbligatorio
l'accoppiamento con vini rossi di pregio.
Per chi preferisce rimanere tra i vini
locali, ottima la scelta del Merlot: un vino dal colore
rosso rubino vivo, profumato e anch'esso con una lunga
tradizione alle spalle.
Per quanto riguarda invece l'Asiago
pressato, a caratterizzarne qualità nutrizionali, apprezzamento
da parte del consumatore e scelta dei vini è soprattutto
il breve periodo di stagionatura.
Ad esso si deve inoltre l'abbondante
e utile presenza di fermenti lattici attivi.
La percentuale di grassi con modesto
contenuto in colesterolo arriva anche al 48%. Buona
la presenza di proteine (268 grammi ogni chilo di formaggio)
e, come in ogni buon formaggio da tavola, di sali minerali
e di vitamine (A, B, B2, PP).
Il gusto delicato lo fa accompagnare
preferibilmente con vini bianchi o rosati.
Caratteristiche della forma:
altezza: cm. 9-12
diametro: cm. 30-36
peso: Kg. 8-12
forma: cilindrica
crosta: appena 3-4 mm., liscia e regolare
pasta: compatta, con occhiatura di piccola e media grandezza,
colore leggermente paglierino; granulosa, a spaccatura
concoide e colore paglierino, se la stagionatura ha
superato l'anno
Sapore: leggermente piccante se ben stagionato
Grasso: 34% minimo
D.P.R. 21.12.78
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio
"Asiago" già classificato a denominazione tipica
Vedere anche D.P.C.M. 3.8.93
Art.1 -A modifica di quanto stabilito dall'art. 2 del
D.P.R. 30.10.55, n. 1269, la denominazione del formaggio
"Asiago" è riconosciuta come denominazione di origine,
e pertanto non è più da considerare "tipica".
Art. 2 - La denominazione di origine "Asiago" è riservata
al formaggio avente le seguenti caratteristiche:Asiago
d'allevo: formaggio semigrasso a pasta semicotta, prodotto
esclusivamente con latte di vacca di due mungiture,
di cui una scremata per affioramento o di una sola mungitura
parzialmente scremata pure per affioramento e ad acidità
naturale o indotta con aggiunta di fermenti.È salato
a secco o in salamoia leggera e viene usato da tavola
e da grattugia. Può essere denominato mezzano o vecchio
a seconda delle caratteristiche dovute alla stagionatura
che può arrivare a due anni;forma cilindrica a scalzo
basso, diritto o quasi diritto, con facce piane o quasi
piane;peso medio della forma: da 8 a 12 kg con variazioni
in più o in meno in rapporto alle condizioni tecniche
di produzione e al periodo di stagionatura;dimensioni:
altezza cm 9/12, diametro cm 30/36, con variazioni in
più o in meno per entrambe le caratteristiche in rapporto
alle condizioni tecniche di produzione;crosta liscia,
regolare;pasta: compatta, con occhiatura sparsa di piccola
e media grandezza, di colore leggermente paglierino,
di sapore dolce per il formaggio mezzano; granulosa,
con occhiatura sparsa di piccola o media grandezza,
di colore paglierino o leggermente paglierino a spaccatura
concoide, fragrante e di sapore caratteristico per il
formaggio vecchio;grasso sulla sostanza secca: minimo
24%.Asiago pressato: formaggio grasso a pasta semicotta,
prodotto esclusivamente con latte di vacca di due mungiture
o di una sola, ad acidità naturale o indotta con aggiunta
di fermenti.La salatura avviene in pasta e può essere
ultimata dopo la pressatura.La maturazione si effettua
in 20/40 giorni dalla fabbricazioneÈ usato soltanto
da tavola;forma cilindrica a scalco diritto o leggermente
convesso con facce piane o quasi piane;peso medio della
forma: da kg 11 a 15 con variazioni in più o in meno
in rapporto alle condizioni tecniche di produzione;dimensione:
altezza cm 11/15, diametro cm 30/40 con variazioni in
più o in meno per entrambe le caratteristiche in rapporto
alle condizioni tecniche di produzione;crosta sottile
ed elastica;pasta di colore bianco o leggermente paglierino,
unita al taglio con occhiatura marcata e irregolare,
sapore delicato e gradevole;grasso sulla sostanza secca:
minimo 44%.
Art. 3 - La zona di produzione del formaggio a denominazione
di origine "Asiago" comprende: provincia di Vicenza:
tutto il territorio; provincia di Trento: tutto il territorio;
provincia di Padova: il territorio dei comuni di Carmignano
di Brenta, S. Pietro in Gù, Grantorto, Gazzo, Piazzola
sul Brenta, Villafranca Padovana. Campodoro, Mestrino,
Veggiano, Cervarese S. Croce e Rovolon; provincia di
Treviso: il territorio così delimitato: prendendo come
punto di riferimento il paese di Rossano Veneto in provincia
di Vicenza, il limite segue la strada Rossano-Castelfranco
Veneto fino al suo incrocio con la strada statale n.
53 "Postumia". Esso costeggia tale strada, attraversa
la tangenziale sud di Treviso, fino alla sua intersezione
con l'autostrada di Alemagna. Il limite prosegue a nord
lungo il tracciato di detta autostrada fino al fiume
Piave. Piega quindi ad ovest lungo la riva destra di
detto fiume fino al confine della provincia di Treviso
con quella di Belluno. Da questo punto il limite si
identifica con il confine della provincia di Treviso
fino al punto di incontro di questo con il confine della
provincia di Vicenza.
Decr. Pres. Cons. Ministri 3.8.93
Modificazioni al disciplinare di produzione della denominazione
d'origine del formaggio "Asiago"
Art. 1 - Ad integrazione di quanto disposto nel D.P.R.
21.12.78, il formaggio a denominazione d'origine "Asiago"
deve recare apposto all'atto della sua immissione al
consumo il contrassegno di cui all'allegato A del presente
decreto che ne costituisce parte integrante, nel quale
risultano individuati la provenienza e gli estremi del
decreto presidenziale con cui è stata riconosciuta la
denominazione stessa.
Art. 2 - L'apposizione dei contrassegni relativi alla
denominazione d'origine del formaggio "Asiago", riservata
al prodotto conforme ai requisiti dell'apposito disciplinare
di produzione deve essere effettuata su tutte le forme
di prodotto in questione prima della loro immissione
al consumo, a garanzia della rispondenza alle specifiche
prescrizioni normative.
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