La Spressa è un
formaggio prodotto con latte vaccino crudo ottenuto
da vacche di razza Rendena (autoctona), Bruna, Grigio
Alpina, Frisona e Pezzata Rossa
Presenta una forma cilindrica, a scalzo
basso, leggermente convesso o piano, con facce piane
o leggermente ondulate; misura 30-35 cm di diametro,
8-11 cm di altezza dello scalzo e il suo peso si aggira
sui 7-10 kg.
La crosta si presenta irregolare, elastica,
di color grigio brunato o ocra scuro.
La pasta può essere semicotta, semidura,
compatta ed elastica (caratteristica quest'ultima più
accentuata per il prodotto giovane), con occhiatura
sparsa di piccola o media grandezza, di colore bianco
o paglierino chiaro
Il sapore è dolce, nel caso di prodotto
giovane, saporito, più o meno accentuato per il prodotto
stagionato, con un appena percettibile sapore amarognolo.
L’odore e l’aroma sono quelli caratteristici
dei formaggi di montagna, più decisi e marcati per il
prodotto stagionato.
La Spressa delle Giudicarie è uno dei
più antichi formaggi della montagna alpina, frutto della
tradizione casearia contadina che prevede la lavorazione
casalinga del latte presso gli allevamenti del fondovalle,
i fienili e i masi di montagna.
Da sempre è considerato, a ragione,
un formaggio magro.
Infatti i contadini un tempo smagravano
il più possibile il latte per ottenere il maggior quantitativo
di burro, allora ben remunerato, destinando, invece,
il formaggio all’autoconsumo domestico.
La Spressa delle Giudicarie prodotta
ora, pur essendo sempre a basso tenore lipidico, non
è magra come un tempo, ma è comunque in linea con le
esigenze di una sana alimentazione.
Trae le sue eccellenti proprietà organolettiche
dal metodo di produzione tradizionale, tramandato da
generazioni, dalle caratteristiche del foraggio con
il quale si alimentano le bovine, dalle razze produttrici
del latte utilizzato e non ultimo dall'ambiente alpino
in cui si svolge l’intero ciclo produttivo.La spressa
è un formaggio che va mangiato piuttosto giovane.
Il suo sapore si sposa particolarmente
bene alle altre specialità tipiche trentine come la
polenta.
Non a caso uno dei piatti tradizionali
delle Valli Giudicarie è la polenta detta “carbonera”
che vede tra gli ingredienti fondamentali proprio la
spressa che va tagliata a listelli e amalgamata assieme
a tutto il resto.
La Spressa deve essere conservata in
luogo fresco o nel ripiano meno freddo del frigorifero,
avvolto nella carta d’acquisto e chiuso in contenitori
di plastica o vetro in modo da mantenere inalterati
sapore e freschezza.
Il latte crudo, parzialmente scremato
per affioramento naturale, viene riscaldato in caldaia
ed addizionato con caglio di origine bovina. La coagulazione,
per la quale occorrono dai 20 ai 50 minuti, si ottiene
alla temperatura di 35 °C \pm 2 °C; dopo aver operato
il taglio della cagliata quando i suoi componenti hanno
raggiunto la dimensione di chicchi di riso, la massa
viene sottoposta ad una semicottura alla temperatura
di 42 °C\pm 2 °C, con agitazione continua.
Dopo la sosta sotto siero che si protrae
fino ad un massimo di 65minuti, la cagliata viene estratta
e posta nelle apposite fascere marchianti. Trascorse
24 ore, la forma viene sottoposta a salatura, a secco
o in salamoia, con un trattamento che varia da 8 a 12
giorni.
Quindi ha inizio il processo di stagionatura
in appositi locali con temperatura compresa tra 10°
C e 20° C, e con umidità variabile da un minimo di 80%
ad un massimo del 90%.
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