La Fontina è prodotta
esclusivamente in Valle d’Aosta; qui, per effetto della
barriera delle Alpi, il clima in estate è secco: questo
permette il proliferare di una ricca flora montana composta
da essenze botaniche pregiate.
L’aroma, il sapore, il contenuto proteico
e vitaminico: le caratteristiche migliori dell’erba
e dei fiori di montagna entrano nell’alimentazione delle
mucche, nel loro latte e, di conseguenza, nella Fontina.
La purezza del foraggio e la lontananza
dalle zone agricole significano anche un’assenza assoluta
di pesticidi e antiparassitari: un ambiente genuino
per un formaggio genuino.
La Fontina nasce da un latte ricco di
vitamine, aromi naturali, senza aggiungere o togliere
nulla: infatti non viene ne scremato ne pastorizzato,
così i componenti biologici e organolettici rimangono
intatti.
Il clima e il paesaggio della Valle
d’Aosta forniscono le condizioni ideali per produrre
questo formaggio unico al mondo.
La tradizione fa il resto.La storia
della Fontina è la storia della Valle d’Aosta.
Le prime notizie risalgono al 1200:
mentre si costruivano castelli inespugnabili, qualcuno
si preoccupava di rendere più saporita la vita, producendo
l’antenata della Fontina... Già si citano formaggi negli
archivi feudali del 1267, e nella Summa Lacticinorum,
scritta nel 1477, si parla così della Valle d’Aosta:
"Quivi i formaggi sono buoni e i pascoli eccellenti.
Vengono fabbricati di media grandezza,
e filano quando sono posti sul fuoco o quando sono messi
nei cibi"
Una descrizione da cui si sprigiona
già il profumo della fonduta.
Se visitate i castelli valdostani, guardate
gli affreschi di Issogne. Tra dame, cavalieri e guerrieri
vedrete un medievale banco di vendita del formaggio:
si riconoscono le tipiche forme di Fontina.
E’ il segno di una tradizione -anzi
di un’arte- che in questa terra continua da sette secoli
e ha dato gusto a generazioni di valdostani e di visitatori.Nel
1717 compare per la prima volta la parola "fontine",
nel registro delle spese dell’Ospizio del Gran San Bernardo.
Questa stessa denominazione si ritrova
in un documento del 1731, scritto dal conte De Challand,
esponente della più nobile e celebrata dinastia valdostana.
La preparazione della Fontina è una
ricetta che si tramanda nei secoli. Viene prodotta esclusivamente
con latte intero non pastorizzato di bovine di razza
valdostana, alimentate prevalentemente con foraggio
verde nel periodo estivo e con fieno locale nel resto
dell’anno.
Il latte viene lavorato entro due ore
dalla mungitura, per conservare tutta la sua genuinità
e il suo profumo. Per farlo coagulare si utilizza caglio
di vitello lattante anche preparato direttamente dal
casaro; nel giro di un’ora il latte è rappreso, viene
lavorato per renderlo omogeneo, e riscaldato a 47-48°
C. Dopo l’estrazione dalla caldaia, la cagliata è immessa
nelle fascere e pressata per far sgocciolare il siero;
la pasta così ottenuta viene poi collocata negli stampi
che daranno alla fontina la sua forma inconfondibile.
Dopo 12 ore, la pasta viene tolta dagli stampi.
Si presenta in forme di colore bianco
paglierino, elastiche e soffici.
La stagionatura avviene in grotte scavate
nella roccia, dove la temperatura è mantenuta a 5-10°
C , con un tasso di umidità di almeno il 90%, per far
maturare naturalmente le preziose forme che vengono
conservate su scaffali di pino.
L’intervento dell’uomo è quotidiano:
ci vuole una cura costante per far nascere la Fontina.
Le forme vengono rivoltate ogni giorno,
alternando un giorno di salatura e uno di spazzolatura.
La strofinatura serve a togliere dalla crosta lo strato
di muffa derivante dalla fermentazione naturale e a
rendere umida la crosta.
Il periodo medio di stagionatura è di
3 mesi.Le grotte di stagionatura della Fontina sono
scavate nella roccia, per mantenere le forme nelle condizioni
ideali di temperatura e umidità, e per farle maturare
naturalmente.
La Cooperativa Produttori Latte e Fontina
nasce nel 1957, per tutelare sia i produttori (perlopiù
titolari di piccole aziende agricole) che i consumatori,
e poter così offrire un prodotto garantito e sicuro,
al riparo dalle numerose imitazioni.
La Cooperativa si occupa della raccolta,
stagionatura e commercializzazione della Fontina. Oggi
sono circa 400 i produttori di Fontina, tra aziende
individuali, caseifici cooperativi e latterie turnarie:
producono circa 3.500 tonnellate, pari a 400.000 forme
di Fontina all’anno. In ognuna c’è tutta la natura della
Valle d’Aosta, una tradizione secolare di bontà, e la
garanzia della Cooperativa Fontina. Tutto questo lo
trovate nel marchio apposta dal Consorzio Produttori
Fontina su ogni forma: il "sigillo di qualità" che dovete
cercare sempre per avere la Fontina DOP.Non si diventa
"Fontina" per caso: bisogna superare numerosi e severissimi
esami. Con sapienti colpetti sulla superficie della
forma se ne saggia la consistenza. L’operazione di carotaggio
consiste nell’estrarre un "tassello" di formaggio per
verificarne l’occhiatura e la morbidezza. Il pezzo di
formaggio viene piegato tra le dita: se si flette, e
le due estremità si toccano senza spezzarsi, allora
è degno del marchio Fontina.Caratteristiche organolettiche
D.P.R. 30.10.55 n. 1269
Riconoscimento delle denominazioni circa i metodi di
lavorazione, caratteristiche merceologiche e zone di
produzione dei formaggi
Formaggio grasso a pasta semicotta, fabbricato con latte
intero di vacca, proveniente da una sola mungitura,
ad acidità naturale di fermentazione. Il latte non deve
aver subìto prima della coagulazione, riscaldamento
a temperatura superiore ai 36°C.
La salatura è effettuata a secco, con tecnica caratteristica.
Periodo medio di maturazione tre mesi: temperatura 6°-10°C
e, comunque, non oltre i 12°C; umidità: 90% o saturazione,
ottenute per naturale condizione di casera.
È usato come formaggio da tavola e presenta le seguenti
caratteristiche: forma cilindrica a scalzo basso leggermente
concavo con facce piane o quasi piane; peso da 8 a 18
chilogrammi con variazioni, in più o in meno, in rapporto
alle condizioni tecniche di produzione;
dimensioni: altezza cm 7-10; diametro cm 30-45, con
variazioni, in più o in meno, per entrambe le caratteristiche,
in rapporto alle condizioni tecniche di produzione;
crosta compatta, sottile, dello spessore di circa mm
2; pasta elastica, piuttosto molle, con scarsa occhiatura,
fondente in bocca, di colore leggermente paglierino;
sapore dolce caratteristico;
grasso sulla sostanza secca: minimo 45%.
Zona di produzione: attuale territorio della Regione
autonoma della Valle d'Aosta.
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