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CORBEZZOLO Arbutus unedo Fam.: Ericaceae

lI nome scientifico di quest’alberello della macchia mediterranea, secondo alcuni è dovuto agli antichi Romani: lo chiamavano "arbusto di cui si puo' mangiare un solo frutto" (unum edo) in relazione al sapore aspro dei frutti non ben maturi, e comunque piuttosto ricchi di tannino.
Di rilievo appare il fatto che una delle più belle farfalle italiane (Charaxes jasus) parassita solo le foglie di questa specie.
Il corbezzolo, pianta mediterranea termofila, in epoche interglaciali colonizzo' zone distanti dall’odierno areale di diffusione. Alcune di queste zone si sono mantenute come relitti, è così possibile rinvenire quest’alberello sulla costa atlantica francese, in Irlanda ed in Italia nella valle dell’Adige e sui colli Euganei. Il corbezzolo predilige i terreni acidi e la sua capacità di emettere polloni lo fa rivegetare in breve nei luoghi incendiati; è diffuso su tutto il litorale della Penisola, in Sardegna lo si trova anche sino a 600 m di altitudine.
Grazioso albero sempreverde non più alto di 10 m, ma più spesso arbusto, presenta tronco e rami con corteccia giovane rossastra e poi grigia che si squama verticalmente. Le foglie, alterne, sono ovali a margine seghettato. I fiori, riuniti in racemi e forgiati a orciolo pendulo, sono presenti durante l’inverno contemporaneamente ai frutti che, dapprima verdi, assumono tutti i toni dal giallo sino al rosso acceso. Tale frutto (bacca) ha una buccia granulosa ed è lungamente picciolato; il sapore risulta un poco asprigno.

  Impieghi:

I frutti del Corbezzolo sono noti da tempo, ove la pianta è frequente se ne ricavava addirittura un vino, come in Corsica. Da questi frutti è possibile ottenere marmellate e canditi. È pianta talvolta impiegata come arbusto decorativo.

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