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| SORBO
DOMESTICO Sorbus domestica Fam.: Rosaceae |
Questo
sorbo deve il nome al fatto che un tempo era coltivato, negli
orti e nei giardini, per motivi che ci sfuggono in quanto
i suoi frutti non sono certo una leccornia.
Ha distribuzione europea meridionale con areali disgiunti
in Crimea, Caucaso e Turchia. In Italia è presente
nei boschi misti su substrato calcareo. Essendo specie meridionale
non ama le quote elevate e non vegeta oltre i 900 m di altitudine;
non è molto frequente.
Il sorbo domestico è un albero alto sino a 15 m, piuttosto
longevo (anche 500 anni). Le foglie sono alterne, composte
da parecchie foglioline lanceolate, seghettate dall’apice
sino a circa metà fogliolina. I fiori sono riuniti
in corimbi. I frutti, a forma di pena, sono relativamente
grossi (lunghi da 2 a 4 cm), di colore giallo che diviene
rossiccio e parzialmente bruno ad avanzata maturazione. La
fruttificazione avviene in ottobre.
Impieghi:
I frutti possono essere consumati freschi ma,
al pari delle nespole, debbono essere ammezziti a lungo; inoltre
si possono confezionare in marmellata. Fatti macerare con l’aggiunta
di poco zucchero e quindi distillati, offrono uno squisito liquore
simile per altro a quello degli altri sorbi. Fermentati producono
un vino conosciuto già dagli antichi Romani, come citato
da Virgilio; questo è il motivo per cui si pensa che
tale albero sia stato introdotto in molte regioni, in seguito
rinselvatichendosi.
Il legno è pregiato in quanto resistente all’attrito;
un tempo era usato in particolare per fabbricare le viti dei
torchi, che ora possiamo ammirare nei musei della civiltà
contadina.
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