Il
nome del genere deriva da una antica parola scandinava ribs,
che sta ad indicare il ribes di cui l’uva spina è
parente stretto.
L’uva spina ha avuto una certa diffusione per opera dell’uomo,
ma il suo areale originario è ancora riscontrabile; essenzialmente
europea, l’uva spina si spinge piuttosto a nord, mentre
è assente dalle rive del Mediterraneo.
L’autentica stirpe selvatica di uva spina si puo'
ancora trovare da noi sulle Alpi e sull’Appennino centro-settentrionale.
Questa specie vegeta nei luoghi cespugliosi, ai margini dei
boschi, nei luoghi pietrosi e puo' raggiungere la quota
di 1.700 m.
L’aspetto dell’uva spina è inconfondibile:
è un piccolo cespuglio con esili rami dalla corteccia
grigio-bruno che si sfalda verticalmente. Le foglie sono simili
a quelle del ribes, palmate e lobate, ma più dentellate,
esse si dipartono a gruppi di tre dall’ascella formata
dalle spine che sono pure riunite a tre a tre sull’asse
dei rami; queste spine sono deboli, ma acutissime.
Il fiore è piccolo, gialliccio con tendenza al rosso
nei sepali, solitario o a gruppi di 2÷3. lI frutto (bacca)
è del tutto simile ad un acino d’uva, translucido,
coperto da una peluria spinosa e di colore verde che tende poi
al giallo od al rosso a maturazione avanzata. La fruttificazione
avviene in luglio-settembre.
Impieghi:
L’uva spina ha conosciuto una certa popolarità
in tempi passati, ma ora è nettamente in regresso come
specie orticola. Un tempo era impiegata per formare siepi che,
utili in quanto spinose, fornivano in autunno un frutto abbastanza
apprezzabile. Nella farmacopea galenica s’impiegano le
foglie, le radici ed anche i frutti. L’uva spina è
ricchissima di vitamine e sali minerali.
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