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Derrate > I prodotti di qualità glossario

 

Il presente Glossario non ha carattere esaustivo, proponendosi solamente quale guida essenziale ai principali termini propri della materia dei prodotti tipici.
A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z

 

Agricoltura biodinamica
Tecniche di coltivazione elaborate a partire dal 1924 in Germania.
Gli obiettivi possono essere così sintetizzati:

  • aumentare la fertilità della terra;

  • intensificare le qualità tipiche intrinseche ad ogni specie vegetale coltivata al fine di stimolare la resistenza alle avversità, da un lato e di fornire prodotti con elevate qualità nutritive, dall'altro;

  • rendere il più possibile autonomo e completo l'organismo aziendale al fine di avvicinarsi al "ciclo chiuso", consentendo un bilancio energetico in attivo;

  • armonizzare le coltivazioni con i ritmi dell'ambiente circostante.

L’agricoltura biodinamica utilizza preparati di origine vegetale e animale che intensificano i processi di formazione dell'humus nel terreno, favoriscono il miglioramento della qualità dei frutti, regolano e ottimizzano i processi di compostaggio dei materiali organici.
Le operazioni colturali e le semine seguono un calendario biodinamico.
Sessanta anni di esperimenti hanno dimostrato che, unitamente ad altre tecniche agricole, è possibile massimizzare la qualità dei prodotti e al contempo avere rese molto vicine, a volte superiori a quelle convenzionali.

Agricoltura  biologica
Modalità di produzione basata sull'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento a basso impatto ambientale. I prodotti che si ottengono sono sani, ad alto valore nutrizionale ed esenti da contaminazione, provenienti da aziende polifunzionali ed ottenuti cercando di ridurre al minimo l’utilizzo di energie ausiliarie (es.: fitofarmaci, fertilizzanti, ecc.), tranne quelle previste dal Reg. CEE 2092/91.

Agricoltura convenzionale
Comporta l'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento tradizionali, in cui sono previste l’uso di prodotti chimici di sintesi a scopo fertilizzante ed antiparassitario. Questa è una agricoltura   di tipo intensivo e generalmente monocolturale.

Agricoltura integrata
Presuppone l'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento che prevedono l’utilizzo di prodotti naturali ed un limitato impiego di prodotti chimici sintetici. Queste tecniche si inseriscono tra l’agricoltura biologica e l’agricoltura convenzionale. Per l’agricoltura integrata non esiste una legislazione comunitaria o nazionale di riferimento, ma solo provvedimenti emessi da alcune regioni.

Attestazione di specificità (As).
(vedi Specialità tradizionale garantita)

B

Biodinamici (prodotti)
Prodotti ottenuti tramite le tecniche di agricoltura biodinamica.

C

Certificazione
Riconoscimento da parte di organismi terzi, che i prodotti sono conformi ad una predeterminata disciplina di produzione e  a  determinati standard qualitativi.

Classificazione dei vini - Legge 164/92 -
La classificazione dei vini in Italia è  regolamentata dalla
legge 164/1992, che ha sostituito la precedente Legge n° 930/63. La classificazione parte dai vini “comuni da tavola” e prosegue con i vini IGT, i DOC ed i DOCG . A livello comunitario queste due ultime categorie di classificazione sono denominate V.Q.P.R.D. (vini di qualità prodotti in regioni determinate).

Consorzi di tutela
Organismi composti da produttori e/o   trasformatori di un determinato prodotto di qualità, aventi come scopo la tutela, la promozione e la valorizzazione dello stesso. Essi hanno anche un ruolo di informazione al consumatore e di vigilanza sulle produzioni. Salvaguardano inoltre il prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni ed uso improprio della denominazione.

D

Denominazione divenuta generica (Ddg)
Si intende per «denominazione divenuta generica» il nome di un prodotto agricolo o alimentare che, pur collegato coi nome del luogo o della regione in cui il prodotto agricolo o alimentare è stato inizialmente ottenuto o commercializzato, è divenuto, nel linguaggio corrente, il nome comune di un prodotto agricolo o alimentare.
Per determinare se una denominazione sia divenuta generica o meno, si tiene conto di tutti i fattori, in particolare:

  • della situazione esistente nello Stato membro in cui il nome ha la sua origine e nelle zone di consumo,

  • della situazione esistente in altri Stati membri,

  • delle pertinenti legislazioni nazionali o comunitarie.

Denominazione di origine controllata (Doc)
Riconoscimento di qualità attribuito a vini prodotti in zone limitate (di solito di piccole/medie dimensioni), recanti il loro nome geografico. Di norma il nome del vitigno segue quello della Doc e la disciplina di produzione è rigida. Tali vini sono ammessi al consumo solo dopo accurate analisi chimiche e sensoriali.(Legge 164/92)

Denominazione di origine controllata e garantita (Docg).
Riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notorietà nazionale ed internazionale. Questi vini vengono sottoposti a controlli più severi, debbono essere commercializzati in recipienti di capacità inferiore a cinque litri e portare un contrassegno dello Stato che dia la garanzia dell’origine, della qualità e che consenta la numerazione delle bottiglie prodotte.(Legge 164/92)

Denominazione di origine protetta (Dop)
Riconoscimento assegnato ai prodotti agricoli ed alimentari le cui fasi del processo produttivo, vengano realizzate in un’area geografica delimitata e il cui processo produttivo risulta essere conforme ad un disciplinare di produzione. Queste caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali ed umani.
(Reg. CEE 2081/92).

Disciplinare di produzione
Il disciplinare è un insieme di indicazioni e/o prassi operative da rispettare dal produttore relativamente a:

  • il nome del prodotto agricolo o alimentare DOP  o IGP;

  • la descrizione del prodotto agricolo o alimentare mediante indicazione delle materie prime, se del caso, e delle principali caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche c/o organolettiche dello stesso;

  • la delimitazione della zona geografica e gli elementi che comprovano il legame del prodotto agricolo o alimentare con la zona geografica di riferimento;

  • la descrizione del metodo di ottenimento del prodotto e/o  i metodi locali, leali e costanti unitamente agli  elementi che comprovano il legame o l'origine con l'ambiente geografico;

  • i riferimenti relativi agli organismi di controllo;

  • gli elementi specifici dell'etichettatura connessi alla dicitura DOP o IGP, a seconda dei casi, o le diciture equivalenti;

  • le eventuali condizioni da rispettare in forza di disposizioni comunitarie e/o nazionali.

E-F-G

Globalizzazione
Parola ormai entrata nell’uso corrente che identifica i rapporti di collaborazione esistenti fra i vari mercati mondiali allo scopo di creare una struttura unica di scambio, detta appunto “globale”.

H

HACCP
Sigla ricavata dalle iniziali di Hazard Analysis Critical Control Point  che indica un metodo standard, adottato a livello internazionale, per individuare e documentare le modalità di gestione del rischio sanitario. In altre parole con il metodo HACCP si individuano e monitorizzano i punti critici di un processo produttivo alimentare allo scopo di prevenire i rischi di contaminazione. In questa maniera si garantisce ancora di più il consumatore sulla qualità dei prodotti alimentari che usa.

I

Indicazione geografica protetta (Igp)
Il termine  "IGP" è  relativo al nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare

  • originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese e

  • di cui una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica possa essere attribuita all'origine geografica e la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengano nell'area geografica determinata.

Le IGP sono disciplinate dal Reg. CEE 2081/92.

Indicazione geografica tipica (Igt)
Riconoscimento di qualità attribuita ai vini da tavola caratterizzati da aree di produzione generalmente ampie e con disciplinare produttivo poco restrittivo. L’indicazione puo' essere accompagnata da altre menzioni, quali quella del vitigno. I vini Igt sono gli omologhi dei francesi “Vin de Pays” e dei tedeschi “Landwein”. (Legge 164/92)

L-M

Marchio collettivo
E' un segno che serve a garantire l'origine, la materia o la qualità di determinati prodotti o servizi, concesso ad un soggetto sia esso persona fisica o giuridica, che svolge funzioni di garanzia della provenienza o della qualità di prodotti o servizi, in applicazione di un regolamento che prevede la modalità di uso del marchio, l'effettuazione di controlli e le sanzioni.

Marchi individuali
E' un segno distintivo proprio di un singolo imprenditore.

N

Naturale (prodotto)
L’uso di questo termine generico e fuorviante, generalmente nella dicitura di alcuni prodotti alimentari, non trova riscontro in alcuna legge della normativa vigente sia nazionale che comunitaria. Spesso serve solo ad indicare gli aspetti dietetici e salutari della corretta alimentazione, che si potrebbe realizzare attraverso l’uso di certi prodotti.

O

Organizzazione Comune di Mercato (OCM)
Sta ad indicare il complesso delle norme, di origine prevalentemente comunitaria, che regolano i diversi comparti del sistema agricolo-alimentare. Queste  norme sono soggette  a revisione periodica.
L'OCM del comparto vitivinicolo è, per esempio, stato recentemente regolamentato dai Reg. CE    1493/99  e 1622/99.

Organismi di controllo
Strutture definite all'interno di ogni Stato membro della UE con lo scopo di garantire la rispondenza dei prodotti agricoli o alimentari ai disciplinari di produzione. I requisiti fondamentali di tale Organo sono:

  • obiettività

  • imparzialità

  • competenza.

Gli Organismi di controllo devono essere  conformi alla norma EN 45011.

Organismi geneticamente modificati  (Ogm)
Il termine indica quegli organismi (piante, batteri od animali) il cui patrimonio genetico è stato modificato in laboratorio allo scopo di ottenere produzioni più elevate oppure tipi di sostanze che, in natura, sono prodotte da organismi completamente diversi.

P

Prodotti locali
Per Locale si intende una categoria di prodotti tipici o tradizionali che si caratterizzano per l'esiguità della produzione, per la mancanza di ogni disciplinare o protocollo e per l'estrema variabilità delle tecniche di produzione.

Prodotti tipici
Con questo termine - cui si attribuisce un significato a valenza trasversale - si indicano:

  • i prodotti DOP e IGP;

  • i vini DOC e DOCG  ei vini  IGT;

  • i prodotti  tradizionali agro-alimentari

  • i prodotti  meritevoli di riconoscimento comunitario per la cui realizzazione si usano materie prime di particolare pregio.

Prodotti tradizionali
Con il termine di prodotti tradizionali si intendono  quei prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni.(D.M. 18 luglio 2000)

Promozione
Insieme di attività volte alla diffusione della conoscenza di un prodotto presso il consumatore  finale, al fine di favorirne la commercializzazione e ampliarne la quota di mercato.

Q

Qualità
Definizione con numerosi significati che mutano a seconda dei punti di osservazione. Per evitare l’insorgere di equivoci, riportiamo di seguito la spiegazione che ne dà la norma UNI EN ISO 8402 (in pratica il dizionario della serie ISO 9000). Questa è “l’insieme delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite”. Le esigenze che la qualità deve soddisfare sono sia di carattere primario: salute, sicurezza, ecc., sia di carattere accessorio:comfort, prestazioni, durata, ecc. .

Qualità organolettica
E' l'insieme delle componenti sensoriali di un prodotto in grado di esprimere complessità, equilibrio, territorialità.

R

Regolamento
Insieme di norme stabilite a livello comunitario, vincolanti per ogni Stato membro, che regolano un settore specifico.

S

Specialità tradizionale garantita (STG)
Riconoscimento, ai sensi del
Reg. CE 2082/92, del carattere di specificità di un prodotto agro-alimentare, inteso come elemento od insieme di elementi  che, per le loro caratteristiche qualitative e di tradizionalità, distinguono nettamente un prodotto da altri simili.  Ci si riferisce, quindi, a prodotti ottenuti secondo un metodo di produzione tipico tradizionale di una particolare zona geografica, al fine di tutelarne la specificità. Sono esclusi da questa disciplina i prodotti il cui carattere peculiare sia legato alla provenienza o origine geografica; questo aspetto distingue le STG  dalle  DOP e dalle IGP.  

T

Territorio
Termine che indica un luogo fisico, alle cui caratteristiche sono legate, inscindibilmente, la qualità della materia prima e l’unicità del processo produttivo.

Tipicità
Termine che indica l’insieme di caratteristiche uniche di immagine, tradizione, tecnologia e cultura, che sono propri di uno specifico territorio e che sono alla base delle tecniche di realizzazione di prodotti agricole ed agroindustriali.

Tutela
Azione di salvaguardia sui prodotti di qualità esercitata dai Consorzi di tutela, contro qualsiasi forma di usurpazione del nome, imitazione del prodotto o altra forma di abuso.

U-V-Z

Valorizzazione
La valorizzazione di un prodotto o di una categoria di prodotti comprende quelle azioni volte sia alla conoscenza degli elementi costitutivi del prodotto sia alla   incorporazione di valore aggiunto conseguente a detta  conoscenza.

Vini di qualità prodotti in una regione determinata (VQPRD)
Sigla che indica vini di qualità, introdotti con il  Reg CEE 823/87 integrato dal
Reg. CE) 1622/2000 che fornisce un quadro normativo generale entro il quale si collocano le varie leggi nazionali, in genere preesistenti al regolamento stesso. In Italia rientrano nei VQPRD i  vini DOC e DOCG.

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