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| Caratteristiche dell'olio
biologico
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- L'olio extravergine per le
sue caratteristiche nutritive è l'alimento
principe per una corretta alimentazione in grado di
migliorare le condizioni di salute. Esso contiene
acidi grassi simili a quelli presenti nel corpo umano
e una elevata quantità di vitamine. Difende
il corpo da alterazioni cutanee, da disturbi digestivi
e da fenomeni di invecchiamento cellulare e aiuta
a migliorare il
benessere
del corpo e la qualità della vita. Preservarlo
dai residui chimici diventa un obbligo. L'olio biologico
risponde a questo: nessun residuo e nemmeno il sospetto
che possa essere inquinato, perché segue precise
regole.
- È biologico solo l'olio ottenuto
e prodotto con olive provenienti da agricoltura biologica.
Ma per essere venduto con l'etichettatura consentita
deve risultare adatto all'alimentazione umana, cioè
puo' essere solo extravergine (acidità
inferiore al 1%) o vergine (acidità inferiore
al 2%), privo di difetti e sapori anomali. Per questo
vanno controllate tutte le attività di raccolta
e conservazione delle olive, estrazione dell'olio,
conservazione e confezionamento dell'olio. Queste
operazioni devono avvenire nel rispetto della buona
pratica di frantoio e in cicli di lavorazione nettamente
separati da quelli delle olive non biologiche. Ottenere
olio vergine lampante all'olivicoltore biologico non
serve.
- Per potersi fregiare del marchio
con l'indicazione "Prodotto ottenuto da agricoltura
biologica" è necessario che tutti gli
operatori coinvolti (olivicoltori, frantoiani, imbottigliatori
e commercianti) siano assoggettati al regime di controllo
di un organismo riconosciuto dallo Stato, mediante
l'invio di un apposito modulo (detto notifica) alla
regione e all'organismo prescelto. Tutte le operazioni
compiute nella propria azienda e i movimenti delle
merci e materie prime utilizzate devono essere riportati
su appositi registri verificabili da chiunque. Infatti
solo se il consumatore avrà chiaro tutti gli
sforzi che si sono dovuti sopportare per ottenere
quell'olio, potrà riconoscere al produttore
il giusto valore del prodotto. I maggiori controlli
quindi servono non solo per evitare frodi e concorrenza
sleale, ma anche per stabilire un rapporto di reciproca
fiducia tra il produttore ed il consumatore.
- Il Reg. CEE 2092/91 stabilisce un
periodo di conversione per le colture arboree di tre
anni dal momento della compilazione ed invio di notifica
di produzione biologica all'organismo certificatore.
Tecnicamente questo tempo puo' diminuire se
l'azienda presenta dati oggettivi e documenti sull'agroecosistema
e sull'etichetta deve essere riportato prodotto :"in
conversione da agricoltura biologica". Anche
l'agricoltore deve aggiornarsi con corsi di formazione
e così l'olivicoltura biologica diventa per
lui momento di crescita culturale, ed è lui
che entra in un sistema che garantisce l'informazione
e il consumatore.
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