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| I
pesci della nostra tradizione
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Il
pesce d'acquacoltura
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Le
specie più allevate
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I
pesci di lago
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I
più conosciuti fra gli "azzurri"
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Spesso quando si parla di pesce azzurro lo
si identifica con l'alice, la sardina e lo sgombro, sicuramente
le specie più abbondanti e pescate in tutti i mari italiani.
Senza nulla togliere all'importanza che ha per alcuni mercati
ittici la pesca del suro o dell'aguglia, o delle altre specie,
sono questi i tre pesci azzurri più diffusi e dunque più utilizzati
nelle tradizionali ricette italiane. Tanto che anche la loro
conservazione sotto olio o sotto sale è tipica di molte regioni
e anche la moderna industria conserviera li propone in numerose
versioni. L'acciuga, la sardina e lo sgombro sono pesci migratori
che vivono in grandi branchi che in primavera si avvicinano
alla costa, in autunno si allontanano e scendono ad oltre 100
metri di profondità. La pesca viene praticata soprattutto con
reti da circuizione (lampara o cianciolo, con reti da traino
pelagico e di inverno anche con lo strascico. Lo sgombro è pescato
anche con lenze ferme o trascinate. L'aguglia, che si distingue
per il suo corpo allungato ed il caratteristico becco, è anch'esso
un pesce migratore che vive in branchi in mare aperto, talvolta
risale le acque salmastre e la si trova anche in lagune costiere.
Un tempo per la sua pesca si usava una rete appositamente costruita
detta "agugliara"; oggi per lo più la si cattura con
reti da circuizione. Il colore verde della spina centrale dell'aguglia
non deve far pensare che il prodotto non sia fresco ma è una
specifica caratteristica di questo pesce.
Il pesce azzurro, proprio perché pescato in tutti i mari italiani
e quindi vicino ai mercati di vendita, offre la massima garanzia
di freschezza ed economicità. È presente nella maggior parte
dei mercati italiani quasi tutto l'anno. |
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Ricette
della nostra tradizione |
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| Ecco delle ricette tradizionali a base dei
più comuni pesci azzurri che provengono da alcune regioni italiane
caratterizzate da un denominatore comune il mare. Le ricette
presenti sono soltanto una goccia nel mare delle infinite proposte
della tradizione culinaria italiana a base di pesce azzurro
che si presta ai più disparati modi di cottura ed il cui gusto
può essere ancora più esaltato dai profumi delle spezie mediterranee
in più alcuni pesci, in particolare le acciughe, sono utilizzati
per salse tradizionali di regioni non litoranee, come nel caso
della bagna caõda, piemontese, o della salsa verde per il bollito,
tipica emiliana. L'uso del pesce azzurro nelle salse è antichissimo.
Il garum, la più famosa salsa dei tempi dell'Antica Roma, prevedeva
l'impiego di sgombri, sardine e acciughe. In tutti i secoli
a venire, poi, il pesce azzurro ebbe sempre un ruolo di primo
piano nell'alimentazione delle popolazioni costiere e dal settecento
grazie alla diffusione della tecnica di conservazione sott’olio
entrò a pieno titolo anche sulle tavole dell’entroterra. |
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La
tradizione della conservazione |
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| Come conservare il pesce? L'uomo lo ha imparato
da migliaia di anni. L'affumicamento, l'essiccamento e la salagione
sono tecniche usate fin dal tempo degli antichi egizi. In Italia
c'è una antica tradizione conserviera incentrata sul pesce azzurro
che da alcuni decenni si è trasformata da "casalinga"
a "industriale". Oggi infatti in qualsiasi negozio
si possono acquistare scatolette di alici, sardine e sgombri
sott'olio, con il pomodoro o preparati in tanti altri modi,
filetti di sgombro affumicati, addizionati di sale e confezionati
in busta sottovuoto, alici sotto sale, eccetera. Il pesce azzurro
conservato può essere suddiviso in due grandi categorie: conserve
e semiconserve Per conserve si intendono quei prodotti (sardine
all'olio o in salsa, filetti di sgombro all'olio o al naturale)
confezionati in contenitori ermetici sottoposti ad un trattamento
con il calore a temperatura elevata (sterilizzazione) che li
rende sicuri dal punto di vista igienico sanitario e ne permette
la conservazione anche per alcuni anni, a temperatura ambiente.
Sono invece da considerarsi semiconserve le acciughe salate,
quelle sott'olio, con salsa o marinate, in quanto non vengono
sottoposte a sterilizzazione dopo il confezionamento in contenitori
ermetici ed hanno una conservazione più limitata rispetto alle
conserve. In genere tali prodotti richiedono temperature di
conservazione convenientemente basse in luoghi freschi e talvolta
in frigorifero (quindi attenzione a quanto riportato sull’etichetta!).
Poca è invece la produzione di pesce azzurro surgelato. Ecco
per chi preferisce farsi in caso una scorta di buon pesce azzurro
conservato la descrizione di alcune tecniche di conservazione
fra le più tradizionali d’Italia. |
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