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| I mangimi |
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Per
una migliore composizione corporea del pesce allevato,
le materie prime, per la formulazione dei mangimi, sono
scelte con particolare attenzione alla loro digeribilità
e all'ecocompatibilità complessiva dell'attività
di acquacoltura.
I mangimi utilizzati per la produzione di pesce sono
composti principalmente da farina di pesce e olio di
pesce, in percentuali che variano dal 50 fino all'80%.
Tali materie prime non sono sottoprodotti, ma derivano
da pesce fresco di basso pregio commerciale, costituendo
quindi un prodotto di elevata qualità.Vengono
poi utilizzate delle materie prime proteiche di origine
vegetale, costituite per la quasi totalità da
farine di soia. Inoltre, come leganti, vengono utilizzati
amidi derivanti dal frumento. Per quanto concerne le
proteine di origine animale, ed in particolare le farine
di carne, non sono ormai da tempo utilizzate nella formulazione
di mangimi per pesci. Le autorità sanitarie competenti
(ASL) - visto il modesto numero degli impianti di acquacoltura
presenti in Italia (poco più di un migliaio)
- possono effettuare costanti controlli su tutti gli
impianti di loro competenza territoriale, con prelievi
non solo sul prodotto ma anche sui mangimi, riducendo
al minimo il rischio di eventuali comportamenti illeciti.
Del resto gli stessi operatori del comparto sono perfettamente
consapevoli dei gravissimi danni che potrebbero derivare
al settore qualora emergessero situazioni di irregolarità.
Oggi l'acquacoltura italiana ha raggiunto standard elevati,
sia negli impianti a terra per la produzione di pesci
d'acqua dolce (trote, anguille, carpe, pesci gatto,
storioni, ecc.) e marina (spigole, orate, saraghi, gamberoni,
cefali, ricciole, ecc.) sia negli impianti in mare aperto
per i molluschi bivalvi.
L'allevamento di pesci in gabbie galleggianti in mare
aperto risulta, invece,ancora in fase di sviluppo. |
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