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Zafferano (Crocus sativus L.)
Zafferano

Classificazione botanica, origine e diffusione
Famiglia: Iridaceae
Specie: Crocus sativus L.

Pianta erbacea perenne originaria dell'Asia occidentale. In Italia viene coltivata ormai soltanto in Abruzzo. Lo zafferano è noto fin dai tempi antichi come pianta tintoria.

Caratteristiche morfologiche
I bulbi germogliano in settembre, sviluppando 6-10 foglie lineari; da metà ottobre a metà novembre compaiono 1-2 fiori formati da sei tepali violetti, che circondano uno stimma rosso arancio diviso in tre lunghe lacinie.

Coltivazione
La tecnica colturale prevede la lavorazione profonda e accurata del terreno e una buona concimazione organica e minerale. Nell'estate si prelevano, da colture precedenti, i bulbi, che vengono ripuliti e trapiantati alla profondità di 10 cm, in piccoli solchi distanti 20-30 cm.

Raccolta e conservazione

La raccolta dei fiori (da metà ottobre a metà novembre) si effettua al mattino prima che si schiudano. Dai fiori si prelevano gli stimmi che vengono posti in appositi essiccatoi per la tostatura. La produzione può raggiungere 10-15 kg/ha.

Uso in cucina e proprietà terapeutiche
Lo zafferano è uno dei condimenti più noti in cucina e viene impiegato per aromatizzare e colorare molte ricette, tra le quali il famoso risotto alla milanese.
Usato anche in liquoreria. Spesso viene sostituito con alcuni succedanei (falso zafferano) che hanno un medesimo potere colorante ma sono privi del caratteristico aroma del Zafferano vero.
Proprietà terapeutiche: aperitive, digestive, stimolanti, emmenagoghe.

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