| Riconoscimento IGP: Reg. CE n.1263/96.
Zona di produzione: intero territorio della provincia
di Sondrio (Lombardia).
L'origine del termine "bresaola" è
incerta.
Secondo alcuni deriva da brasa, brace, con riferimento
ai bracieri utilizzati anticamente per riscaldare e
deumidificare laria dei locali di stagionatura; secondo
altri il nome deriverebbe da un'espressione valtellinese
che ricorda la "brisa", una ghiandola presente
nei bovini, dal gusto saporito.
La Bresaola della Valtellina viene consumata cruda;
è prodotta con carne di manzo, salata e stagionata,
ma ne esistono anche versioni ottenute dal cavallo.
Nel manzo si ricava dalle seguenti masse muscolari:
fesa, punta d'anca, sottofesa, magatello e sottosso.
La forma è quella dei muscoli utilizzati, che
possono essere affinati fino a diventare pressoché
cilindrici.
La materia prima viene salata a secco con sale, pepe
ed erbe aromatiche, quindi fatta riposare in salamoia
per un periodo che va dai 10 ai 15 giorni in vasche
di legno o di acciaio, ad una temperatura di 4 °
C.
Dopo essere stata lavata ed asciugata, la bresaola
viene insaccata in budello naturale, fatta asciugare
e stagionare in condizioni di temperatura ed umidità
tali da determinare un lento e graduale prosciugamento
del prodotto.
Durante questa fase e nella successiva stagionatura,
per una durata complessiva di circa 12 settimane, si
instaurano fenomeni fermentativi ed enzimatici naturali,
in grado di rendere il prodotto conservabile, digeribile
ed appetibile. |